Io, Dio e Bin Laden è un film comico irriverente e demenziale che, anche se a volte pone l’attenzione su temi meno interessanti rispetto al resto della vicenda, riesce a far divertire molto lo spettatore che si troverà davanti ad un personaggio inusuale diretto da un regista altrettanto inusuale e politicamente scorretto come Larry Charles (regista di: Il Dittatore, Borat e Bruno).

Gary Faulkner (Nicolas Cage), patriota americano disoccupato che passa le sue giornate bevendo e stando con i suoi amici, durante una seduta di dialisi riceve una “chiamata” da Dio (Russell Brand) che gli comunica il suo vero compito nella vita, catturare Osama Bin Laden e portarlo in manette in America. Armato di spada orientale ora Gary sa cosa deve fare, e niente lo fermerà.

La sceneggiatura del film è fatta apposta per risultare esagerata (proprio come lo è in fin dei conti dato che si tratta di una storia vera). L’ironia che pervade l’interno film è pregna di comicità politicamente scorretta che farà sbellicare dal ridere lo spettatore. La prima parte della pellicola è scritta in modo tale da farti conoscere al meglio il personaggio di Gary e i suoi tentativi di arrivare in Pakistan. La seconda parte della pellicola a livello di sceneggiatura mette in scena una “love story” a volte troppo ingombrante per quanto necessaria e soffre di una certa ripetitività che si fa sentire verso gli ultimi trenta minuti. La comicità stessa durante la seconda parte sembra spegnersi e “trattenersi” dato che i momenti comici in questione non sono alla pari di quelli della prima parte.

Nicolas Cage ritorna in grande stile. Dopo molti film durante gli ultimi anni dove quest’ultimo sembrava essersi dimenticato il suo talento, ecco che il regista Larry Charles riesce a lavorare con Cage in modo tale da costruire un personaggio strabiliante. Nicolas Cage è stato eccezionale nell’interpretazione di Gary: squilibrato ma buono, perseverante ma poco intelligente. La pellicola riesce ad avere proprio quel tocco di classe e di qualità in più proprio grazie alla sua  fantastica interpretazione. Se i momenti dove Gary Faulkner è in scena sono esilaranti e numerosi nel film, quelli di Dio non sono da meno. Il personaggio di Dio, per quanto compaia poco, è divertente e nonsense come lo è il personaggio di Gary e, quando i due personaggi sono in scena insieme, il film riesce a dare il meglio di sé. 

La regia di Larry Charles non è assolutamente perfetta, spesso si trovano errori di raccordi tra un’inquadratura e l’altra, ma ciò non toglie la sua bravura nel citare altre pellicole in modo davvero divertente al punto tale da scaturire risate spontanee da ogni amante del cinema. Inoltre Charles riesce a “dirigere” gli attore in modo così accattivante da riuscire a farsi sentire lui stesso all’interno del film anche se si trova dietro alla macchina da presa.

Il finale  è semplicemente fantastico. Pervaso da comicità demenziale, l’ultimo quarto d’ora sarà un’ottima melodia che mischia: momenti comici di qualità, un Nicolas Cage che finalmente può ridare il meglio come solo lui sa fare e una morale di fondo del film che oltre a far ridere fa riflettere su quelli che sono gli scopi nella vita di una persona e i suoi obiettivi.

Io, Dio e Bin Laden è un film comico davvero interessante. Con un Nicolas Cage finalmente in grandissima forma, la pellicola ci racconta una storia vera talmente poco ordinaria da risultare inventata. La prima parte del film è ben costruita a livello di gag e storia mentre la seconda parte, forse a causa di una certa ripetitività e di una love story che poteva essere gestita meglio, sembra trattenersi dalla sua natura politicamente scorretta. Il finale del film riesce a riprendersi strappando sicuramente risate al pubblico che si ricorderà di questo film sorretto da due icone: Larry Charles e Nicolas Cage.

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7.7

Sceneggiatura

7.5/10

Recitazione

8.0/10

Regia

7.5/10

Pros

  • Il ritorno di Nicolas Cage
  • Scene comiche davvero demenziali e divertenti
  • Il personaggio di Dio fantastico
  • La situazione ed il contesto del film sono talmente anormali da risultare divertenti anche quando non ci sarebbe da ridere
  • I minuti finali della pellicola

Cons

  • La seconda parte del film si allunga troppo e soffre di ripetitività
  • La storia d'amore poteva essere gestita meglio
  • Alcune gag sembrano "trattenersi" durante il secondo tempo e non sono sempre all'altezza rispetto a quelle del primo

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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