Tratto dall’omonimo libro a fumetti, “La profezia dell’armadillo” è un film che fa vedere tutte le sue difficoltà di produzione e di marketing che lo hanno portato a farlo diventare confuso e stucchevole.

Dopo aver scoperto la prematura morte dell’amica d’infanzia Camille, Zero (Simone Liberati) è costretto a rivivere il suo passato insieme all’amico Secco (Pietro Castellitto). In un viaggio di consapevolezza e di crescita, per il giovane fumettista romano arriverà il momento di confrontarsi con tutte le sue paure e il suo pessimismo, incarnate nella figura di un armadillo (Valerio Aprea).

Partiamo da una premessa. Questo film tratto da l’opera di Zerocalcare, non è stato supervisionato da Zerocalacare; e si vede. Tutto l’idealismo, tutti i simbolismi, la mancanza di alcuni personaggi iconici dell’opera, la visione autoriale… tutto in questo film è o assente oppure con una mancanza di fondo di stampo puramente artistico.

L’opera manca di concretezza nello scheletro, la scrittura non sa né di carne né di pesce. Molte critiche ironiche fatte nel film sono dirette ad una società che è la stessa che lo sta guardando. Il pubblico di Zerocalcare non apprezzerà l’opera, il pubblico che non sa nulla del film probabilmente si sentirà “preso in causa” oppure tremendamente infastidito. Per non portare a tremende delusioni si è deciso quindi di rendere il film piatto, senza una sua identità, senza quell’impronta artistica che ha reso iconico il libro.

La storia vuole darci un messaggio, ma la fa con dei continui riguardi e precauzioni per stare in bilico su un filo sottile. Il film è pieno di flashback del passato di Zero, della sua infanzia. In questi momenti della pellicola ci viene mostrato il rapporto molto tenero e intimo, quasi di comprensione reciproca, che Zero e Camille provavano. Questo elemento era molto importante da mostrare ma è stato costruito in modo tale da togliere tutto quel senso di “appropriazione reciproca” tra i due ragazzini e far rimanere solamente una semplice storia d’amore noiosa che serve ad allungare il minutaggio, un vero peccato oltre che un vero colpo al cuore per i fan di Zerocalcare.

I personaggi di Zero e Camille, sia nel presente che nel passato, hanno lo stesso problema, la confusione. I loro personaggi sembra che vogliano svelarci qualcosa di loro, ma non ci riescono mai. Se da una parte Zero ci mostra il suo senso di “emarginazione” e distaccamento dalla società mischiati a un terribile pessimismo, dall’altra parte è poco chiaro il suo percorso di cambiamento. Tutto quello che riguarda la narrazione del film è confusionario, sembra che il film abbia la pretesa di risultare difficile perché non vuole farsi effettivamente capire dal suo pubblico, che altrimenti lo giudicherebbe. Camille, invece, è stato uno degli elementi più deludenti del film. Il motore della vicenda si limita ad essere incarnato da una ragazzina e da una storia d’amore che, come detto prima, non attirano. Inoltre le motivazioni fondamentali della morte vengono spiegati in venti secondi contati, mentre esse stesse erano elemento fondamentale della poetica di Zerocalcare.

Quello che funziona nel film è sicuramente il personaggio di Secco. Sia per scrittura, sia per impersonificazione e interpretazione, il suo personaggio rappresenta al 100% quello che doveva essere l’opera del film. Tutte le sue stranezze, i modi di porsi all’interno della società, le sue fissazione che si avvicinano ad ossessioni.. Secco è un personaggio che prende una posizione decisa nel film e, come doveva essere per tutto, funziona alla perfezione sia nei momenti più divertenti che in quelli più drammatici.

L’armadillo è un altro elemento perfetto nel film. Tutti i momenti dove compare l’armadillo sono ottimi per il semplice fatto che l’armadillo stesso rappresenta parte dell’ideale dell’opera. Inoltre i momenti con lui sono davvero comici e divertenti ma allo stesso tempo fanno riflettere. Ovviamente, per sopprimere uno dei pochi elementi positivi del film che però avrebbe mostrato troppo il suo vero idealismo, è stato deciso di far comparare il personaggio dell’armadillo per forse 15 minuti se siamo generosi.

 

Le ambientazioni del film sono stupende. Un elemento davvero affascinante del film è proprio la resa scenica di Rebibbia e in generale delle ambientazioni del film. E’ stato fatto un accurato gioco scenico tra quelli che sono gli spazi “sicuri” per i protagonisti, dove sanno perfettamente di essere nei posti che più amano, e invece gli spazi più angusti e detestati da Zero, come il centro città dove molte persone vanno a fare le aperi-cene. Questo elemento di paura legato agli ambienti e alla società è stato reso benissimo senza neanche essere nominato, solo grazie alla regia si capisce perfettamente il messaggio che vogliono lasciare quelle scene, peccato che questo elemento di regia che “strizza l’occhio” ai fan di Zerocalcare mentre racconta una storia più “classica e per le grandi masse” sia presente solo in questo determinato settore.

“La profezia dell’armadillo” è come un pasto caldo bellissimo da vedere che, quando si è pronti a mangiare, si scopre non sapere di nulla. Il film manca di una presa di posizione, o da parte del pubblico idealista di Zerocalcare, o da parte delle masse che l’opera stessa critica. La storia tra Camille e Zero, affascinante e piena di momenti che dovevano essere fatti capire, si mostra solo come una classica storia d’amore noiosa e logorante che non serve a nulla. Il film ha talmente paura di mostrare il suo vero volto (fatto dell’ideale complesso e sfaccettato che era presente nel libro), che preferisce rendersi incomprensibile e complesso al punto tale da non far capire molte cose e confondere tutti. Fortunatamente qualcosa della pellicola si salva: Secco, le ambientazioni, l’armadillo; ma tutto ciò non basta, perchè se questo film aveva un compito, era quello di essere una trasposizione. L’unica cosa che viene trasposta nel film sono i nomi dei personaggi e il titolo del film.

 

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6.5

Sceneggiatura

4.5/10

Recitazione

7.5/10

Scenografia e ambientazione

7.5/10

Colonna Sonora

6.5/10

Pros

  • Il personaggio di Secco
  • L'armadillo in ogni suo forma
  • Le ambientazioni e i giochi che la regia fa con esse

Cons

  • La scrittura del film che non prende posizioni e quindi non sa di niente
  • Rapporto tra Zero e Camile
  • Confusione generale nella comprensione dell'opera che sembra volutamente non volersi far capire

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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