Le ultime 24 ore è un film d’azione che sa intrattenere attraverso un motore narrativo tanto usato quanto sempre funzionale, il tempo.

Dopo aver perso moglie e figlio, il killer professionista Travis Conrad (Ethan Hawke) si ritira dalla scena del mondo del crimine fino a quando un giorno il suo socio in guerra Jim Morrow (Paul Anderson)  gli chiede di uccidere un’agente che protegge un testimone che ha importanti informazioni sull’agenzia per cui i due assassini lavorano. Travis durante la missione perderà la vita e, attraverso avanzate tecnologie, riesce a ritornare dal mondo dei morti per 24 ore e decidere se continuare la sua missione o fare per la prima volta la cosa giusta.

La sceneggiatura del film è molto semplice e fruibile da chiunque voglia staccare la testa, i primi venti minuti si passano conoscendo i protagonisti principali della storia per poi buttarsi nel vivo dell’azione. Durante la visione del film tra una scena d’azione e l’altra ci saranno momenti di progressione di trama per niente fastidiosi e che anzi ti fanno affezionare di più a quella che è la figura del protagonista.

Un grosso difetto del film sono le scelte che alcuni personaggi compiono ad inizio film e nella sua conclusione. Questi momenti sono davvero senza senso ed illogici, nelle situazione in cui i personaggi si trovano alcune decisioni che vengono fatte da questi ultimi superano l’essere semplicemente inaspettate e si trasformano in illogiche e stupide.

La recitazione di Ethan Hawke in questa pellicola non soddisfa. Il nostro protagonista si limita sempre ad usare le solite due espressività che lo spettatore impara a conoscere all’inizio del film e ciò dopo un po’ incomincia a stancare. La recitazione degli altri membri del cast è allo stesso mediocre livello di quella di Hawke con una piccola menzione a Paul Anderson che, per quanto il suo personaggio sia stereotipato come tutti quelli di questa pellicola, è riuscito a dare un briciolo di carisma al suo personaggio.

Le scene d’azione, che rappresentano il punto forte di questo film, sono intrattenenti e allo stesso tempo adrenaliniche. La pellicola vuole essere un film  d’azione è ciò che si vede di più durante l’ora e mezza di film sono proprio le scene d’azione. Alcune di esse, sempre a cause delle scelte poco intelligenti dei personaggi, a volte risultano ridicole e senza senso ma si tratta davvero di un paio di scene in proporzione alla moltitudine generale.

L’ultimo quarto d’ora è stato diretto dal regista in maniera congeniale a quella che è la professionalità e l’abilità del nostro protagonista, dando nelle ultime battute il meglio a livello di intrattenimento visivo. L’ultima scena della pellicola rimarca quanto quest’ultima in fin dei conti sia buonista a livello smielati, facendo vedere allo spettatore una cosa che, durante la visione, era stata esposta come impossibile da far accadere senza dare nessuna spiegazione.

 

Le ultime 24 ore è un film d’azione che fa il suo dovere. Il motore narrativo dedicato allo scadere del tempo funziona bene e, malgrado la recitazione appena sufficiente, riesce a farti affezionare quel minimo che serve al personaggio principale. Nonostante in sceneggiatura siano state scritte cose a volte troppo prevedibili e buonisite, mentre in altri casi dialoghi o scelte dei personaggi troppo insensate, il film con le sue numerose scene action intrattiene e fa staccare la testa allo spettatore che per un’ora e mezza vuole solo gustarsi un film dove la gente si spara senza troppe pretese a livello di trama.

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6.5

Sceneggiatura

6.5/10

Recitazione

6.0/10

Regia

7.0/10

Pros

  • Numerose scene d'azione tutte chiare e ben dirette
  • Ultimo quarto d'ora del film che dà il meglio di sé

Cons

  • La recitazione è appena sufficiente
  • Scelte che prendono i personaggi poco intelligenti
  • Scena finale buonista e che non viene spiegata com'è avvenuta

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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