Premessa: La prima volta che vidi Love fu poco dopo la sua presentazione al festival di Cannes, dove ricevette delle critiche che definire negative sarebbe riduttivo, e ritrovarlo su Netflix è stata un’ottima occasione per rispolverarlo e per dare un giudizio definitivo su questa pellicola che, già dopo la prima visione, mi aveva suscitato sensazioni contrastanti.

La locandina del film.

La Trama: Il giovane Murphy convive con la sua compagna e con il figlio piccolo ma si sente soffocato dalla sua relazione ed è carico di rimpianti, a causa dei quali vive la sua quotidianità in modo assente e distaccato. Un giorno Murphy riceve una telefonata dalla madre della sua ex-fidanzata Electra, preoccupata per quest’ultima, di cui non ha notizie da tempo, che chiede al ragazzo se ha avuto contatti con lei di recente. La telefonata fa riaffiorare in Murphy i ricordi legati alla sua travagliata relazione con Electra, inducendolo a ripercorrere gli eventi che hanno portato alla sua situazione attuale.

Murphy ed Electra in una scena del film.

Il Film: Le vicende si svolgono tra passato e presente, seguendo parallelamente la vita di Murphy da uomo di famiglia e i ricordi della sua storia d’amore con Electra, che si rivela progressivamente sempre meno idilliaca, condita da tradimenti reciproci e perversioni sessuali spinte sempre più all’estremo. Il ritmo narrativo alterna momenti di onirismo, con sequenze quasi ipnotiche, a fasi più frenetiche e incalzanti, il tutto supportato da una colonna sonora di altissimo livello e perfettamente adattata al contesto, che conta brani di alcuni dei miei artisti preferiti, tra cui Erik Satie e John Frusciante; altro motivo per cui recensire questo film in modo oggettivo non è stata proprio una passeggiata, dato che il fatto che le musiche sembravano prese direttamente dalle mie playlist di Spotify ha reso la mia esperienza ancora più immersiva. Quello che invece convince meno sono alcuni dialoghi raffazzonati e le situazioni assurde che si verificano nel corso della storia, la cui plausibilità è al livello di quella della trama di un porno: ad esempio la scena in cui Murphy ed Electra sono stesi nudi sul letto e lui le chiede quale sia la sua fantasia più sfrenata, e lei dice che vorrebbe fare una cosa a tre con lui e un’altra ragazza, una bionda e con gli occhi chiari che, guardacaso, è anche la fantasia di Murphy (e quella di più o meno ogni individuo dotato di un pene direi). Come se non bastasse, poco tempo dopo, nel loro palazzo si trasferisce Omi, una ragazza BIONDA e con gli OCCHI CHIARI (che culo, eh?), che ovviamente non si fa problemi ad assecondarli, dando inizio ad uno dei triangoli amorosi più improbabili della storia del cinema. Ma le coincidenze si sprecano anche negli aspetti meno piacevoli: infatti Omi, favorevole al poliamorismo ma contraria all’aborto, rimane incinta di Murphy, e questo causerà la serie di eventi che porteranno alla situazione che ci viene presentata all’inizio del film.

Murphy, Electra e Omi fumano uno spinello prima della loro performance.

Giudizio Finale: Per darvi un’idea generale più chiara ho deciso di fare un elenco dei pregi e dei difetti della pellicola che, anche se non all’altezza di precedenti opere del regista francese, come Irréversible, rimane comunque un ottimo film che consiglio vivamente a chiunque non condivida questo sempre più diffuso odio verso i film “lenti” (per gli altri ci sarà sempre qualche nuovo travolgente capitolo di Fast & Furious ad intrattenerli, condito di umorismo sempre fresco e azione esplosiva apposta per voi bimbi speciali).

Pregi: 

  • Fotografia curata in modo quasi maniacale.
  • Colonna sonora splendida che spazia dalla psichedelia dei Pink Floyd alla techno sincopata e martellante di Koudlam, passando per le note ammalianti dei brani di Satie.
  • In generale una buona recitazione, soprattutto considerato che il cast è composto esclusivamente di attori esordienti.
  • Aomi Muyock è bellissima e la sua sensualità è ulteriormente enfatizzata dalla bravura del regista.
  • Le scene di sesso sono tutte vere il che, a mio avviso, rende il film molto più reale e crudo.
  • Storia coinvolgente che sembra farti immergere nelle vicende in modo progressivo, esattamente come la relazione tra i due protagonisti, che diventa sempre più intensa e torbida.

Difetti:

  • Alcuni dialoghi poco significativi anche se, in alcuni casi, la dozzinalità dei concetti espressi rispecchia quella del personaggio che li esprime.
  • Alcuni intrecci di trama sfiorano l’assurdo.
  • Il film è per buona parte composto da scene di sesso che in alcuni casi erano evitabili e che alla lunga possono farlo risultare ripetitivo.
  • Ci sono dei passaggi poco chiari verso la fine del film di cui ho inizialmente fatto fatica a capire il significato e che mi sono stati chiariti solo dopo aver visto un’intervista di Noé in cui spiegava il senso di alcune scene.

 

Vittorio Lorenzin

Classe 1994, giornalista e fotoreporter torinese appassionato di cinema e letteratura.

Rispondi