Millennium-Quello che non uccide“, quarto capitolo della serie di libri omonimi, è un film che aveva tutte le carte in regola per essere un buon thriller. Purtroppo non è stato così.

Lisbeth Salander (Claire Foy), ormai “giustiziera” di tutte le donne che subiscono violenze e abusi dagli uomini, è costretta a vedersela con il suo passato. Sarà compito del giornalista Mikael Blomkvist (Sverrir Gudnason), e di nuove conoscenze aiutare Lisbeth, incastrata da una misteriosa organizzazione.

Fin dalla trama si può notare come quest’ultima sia stata scritta in modo frettoloso e poco accurato. La storia infatti procede con una piattezza davvero sorprendente, nulla di ciò che accade è interessante. Con un potenziale del genere, come accaduto con i precedenti film, si poteva davvero costruire un ottimo thriller pieno di mistero e con ottimi personaggi, purtroppo così non è stato.

I personaggi sono piatti, ulteriore pecca davvero imperdonabile per questa serie. Personaggi del calibro di Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist si riducono ad essere delle semplice macchiette che hanno solo un briciolo di caratterizzazione di base, oltretutto data solo dal loro background dato nei precedenti capitoli. Se per Lisbeth almeno si è provato a lavorare, malamente, sul suo cambiamento nel corso degli anni, maturando una certa consapevolezza del tempo che passa verso quello che è il personaggio, con Blomkvist semplicemente si è deciso di accantonarlo. Il giornalista, protagonista della serie, ha la semplice funzione di mettere costantemente i bastoni tra le ruote della protagonista. I restanti membri del personaggi sono semplici stereotipi che camminano.

I colpi di scena sono tutti ben strutturati, se non fosse per un “piccolo” difetto, sono stati tutti quanti inseriti (e spoilerati) nel trailer ufficiale del film. L’unico elemento buono della trama, quindi, risulta essere una cosa che, se visto il trailer, si sa già.

Oltre ad avere un Millenium senza trama avvincente, senza personaggi d’impatto e senza colpi di scena, questo quarto capitolo decide di essere un “Millenium” senza momenti thriller ma solo momenti action. Dagli inseguimenti di “Fast and Furious” fino ad arrivare alle sparatorie di “007”, il film si muove in maniera monotona tra una pistola, un dialogo, una macchina che insegue qualcuno, un dialogo e così via. Al quarto inseguimento in auto lo spettatore si scoccia anche un po’ tenendo presente che si pensava di vedere un film tratto dai seguiti di “Millenium”.

Claire Foy è stata bravissima nella parte, impegnandosi al massimo per “dare vita” alla peggiore Lisbeth Salander scritta per il grande schermo. Il resto del cast, oltre a non essere quasi mai all’interno della sufficienza, risulta fastidioso per il loro continuo intromettersi nella vicenda principali solo per lo scopo di “essere d’aiuto” durante l’ultima parte del film.

La regia di Fede Álvarez è ben definita. La sua bravura nell’utilizzo dei campi lunghi e degli ambienti è l’elemento migliore della pellicola, rendendo, almeno su questo fronte, questo quarto capitolo forte e pieno di carisma per quanto riguarda il contesto e l’ambientazione suggestiva in cui è girato.

Inoltre, durante la parte finale, si riesce quasi a sentire per un paio di scene il “vecchio” Millenium: sporco, cattivo, ingiusto e per niente politically correct, come invece è questo film. Peccato di nuovo che anche queste scene sopracitate siano state inserite all’interno del trailer.

La colonna sonora, dimenticabile, non aiuta per niente il film che nella sua piattezza non prende iniziative melodiche degne di nota.

“Millenium-Quello che non uccide” è un film che si spaccia per un capitolo della serie quando invece non lo è. Al posto di trovarsi davanti ad un film thriller con dei personaggi interessanti e un mistero da risolvere intrigante, il film ti porta davanti ad una vicenda piatta con personaggi che sono dei fantocci e delle scene action che sembrano essere le “cover brutte” dei primi “Fast and Furious”. I colpi di scena e le parti più belle del film, quasi come se la produzione fosse consapevole del pessimo lavoro fatto, sono stati tutti inseriti nel trailer, togliendo ogni tipo di gusto che lo spettatore poteva avere nel gustarsi quei pochi momenti davvero belli che potevano caratterizzare la pellicola. L’interpretazioni della bravissima Claire Foy e la regia carismatica di Álvarez non salvano questo titolo, semplicemente perchè se dai un titolo ad una pellicola, ci si aspetta di vedere un determinato prodotto, non la sua copia fatta male solo per vendere di più al botteghino.


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5.8

Sceneggiatura

4.0/10

Interpretazioni

6.0/10

Regia

7.0/10

Colonna Sonora

6.0/10

Pros

  • Buona regia
  • Ambientazioni accattivanti
  • Claire Foy e la sua interpretazione

Cons

  • Trama piatta e noiosa
  • Personaggi per niente caratterizzati
  • Pessime interpretazioni del resto del cast
  • Tutte le scene belle spoilerate nel trailer
  • Un film della serie "Millenium" che non ha nulla a che vedere con la serie

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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