Il sesto capitolo della celebre saga, “Mission Impossible: Fallout” rappresenta l’apice della serie per quanto riguarda l’azione ma non per quanto concerne trama e personaggi.

A seguito di una mission fallitaEthan Hunt (Tom Cruise) si troverà insieme ai suoi compagni dell’ IMF e a nuovi alleati ( Simon Pegg, Ving Rhames, Henry Cavill) a dover sventare una minaccia di scala globale in mezzo a pazzi terroristi e uomini che cercano vendetta nei confronti di Ethan colpendo le persone a lui più care.

Se si possono trovare dei difetti alla pellicola sono sicuramente presente a livello di scrittura di storia e dei personaggi. La scomparsa ingiustificata di Jeremy Renner nella pellicola ( per motivi di tempo ) ne è un esempio: nessuno ne parla, nessuno sembra ricordarsi di lui nel film, nessuno giustifica questa silenziosa assenza. Inoltre questo sesto capitolo di “Mission Impossible” dimostra quanto la storia di base sia sostanzialmente la stessa da ben tre film ( quest’ultimo capitolo, Protocollo Fantasma e Rogue Nation). Una minaccia incombe nel mondo, la squadra di Ethan può salvare la situazione ma nessuno si fida di loro a causa dei loro metodi troppo improvvisati e pacifici, l’IMF fa di testa propria andando contro gli ordini di tutti e si imbarca verso le missioni impossibili. E’ normale che da un film della serie ci si aspetti un certo filo conduttore di genere per rimanere in linea generale con la serie, ma dopo tre film dove vediamo che qualcuno non si fida della squadra del protagonista (che ha già salvato molte nazione per ben cinque volte ) inizia a diventare frustrante per lo spettatore che, ormai, saprà come andrà a finire.

Sempre a livello di scrittura il film non fa un ottimo lavoro su alcuni personaggi che: o sono troppo poco caratterizzati per l’importanza che hanno dentro la pellicola oppure le loro intenzioni sono palesi fin dall’inizio smascherandoli e facendo perdere pathos ad ogni colpo di scena presente nell’intero film. 

Nonostante tutto però la trama, malgrado i difetti, riesce ad intrattenere lo spettatore durante le vicende del film senza nessuna difficolta o fastidio, anche perché in questo film il compito della storia è solo uno, dare il via alle scene d’azione.

Il film è a livello d’azione sicuramente quello con più scene e senza dubbio con le scene migliori della seria. Per due ore e mezza lo spettatore raramente prenderà fiato perché sarà sommerso da scene action in ogni dove e di ogni tipo: dal lancio col paracaduto all’inseguimento in elicottero per passare agli scontri copro a copro o le fughe in moto per arrivare ai salti tra i palazzi alle sparatorie.

Il vero punto di forza di tutto ciò è che “ce n’è per tutti i gusti” e ogni singola scena è diretta da Christopher McQuarrie in maniera eccellente. Ogni scena, di qualsiasi tipo essa si tratti, sarà comprensibile agli occhi dello spettatore che non avrà confusione di alcun genere ma solo pura adrenalina nel corpo. Molte scene d’azione sono state fatte direttamente da Tom Cruise senza stuntman e ciò rende ancora più vero il tutto dando un carico realistico ancora maggiore.

Le interpretazioni dei personaggi sono state tutte di ottima qualità con delle menzioni d’onore a Cruise ( che interpreta Ethan, il protagonista) e Simon Pegg (che interpreta il suo migliore amico amato da tutto il pubblico, Benji). Peccato che, a causa dei numerosi personaggi, alcuni di essi siano stati messi in terzo piano senza dar loro un briciolo di importanza o presenza scenica in più.

L’immancabile colonna sonora di “Mission Impossible” è sempre bella da sentire con ogni arrangiamento del caso in grado di immergere lo spettatore ancora di più all’interno delle scene d’azione.

Mission Impossible: Fallout è uno dei migliori film della serie. Ogni capitolo della saga è stato qualitativamente eccellente chi per un motivo, chi per un altro. Il sesto capitolo non lo è sicuramente per la trama, già sentita e piena di cartucce sprecate, ma lo è senza dubbio per le numerose scene d’azione dirette magistralmente ed interpretate da un Tom Cruise in perfetta forma che dimostra a molti film americani come si fanno i veri film d’azione.


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8

Sceneggiatura

7.0/10

Regia

9.0/10

Recitazione

8.0/10

Pros

  • Le numerose scene d'azione dirette tutte in maniera impeccabile
  • L'immancabile colonna sonora sempre coinvolgente
  • Interpretazione di Tom Cruise sempre perfetta e ricamata per lui

Cons

  • La trama risulta ridondante dopo il terzo film dove accadono bene o male le stesse cose
  • La scomparsa di Jeremy Renner senza spiegazioni
  • Alcuni personaggi con i loro rispettivi colpi di scena sono prevedibili

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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