“Ocean’s 8”, il nuovo film spin-off della serie “Ocean’s”, porta lo spettatore davanti ad una pellicola che mischia vecchio e nuovo attraverso espedienti narrativi tutti al femminile in grado di stupire grazie al fantastico cast.

Debbie Ocean (Sandra Bullock), sorella del ladro Danny Ocean conosciuto nella precedente trilogia, esce di galera dopo 5 anni e decide subito di contattare la sua socia Lou (Cate Blanchett) con la quale formerà una squadra di ladre specializzate ( Rihanna, Sarah Paulson, Helena Bonham Carter, Nora Lum, Mindy Kaling) con l’intenzione di compiere un grande furto al Met Gala di New York.
La trama del film non si discosta particolarmente da quella del primo “Ocean’s Eleven”: abbiamo delle truffatrici, abbiamo un piano, abbiamo una rapina. Tutto questo potrebbe infastidire chi è fan della precedente trilogia pensando solo che questo film sia l’ennesimo tentativo di portare una pellicola storica sotto l’industria hollywoodiana e trasformarla al femminile per sottolineare il “girl power” che in questi ultimi anni piace molto agli studios americani. La faccenda non è esattamente così.
Le protagoniste di Ocean’s 8 funzionano, tutte, dalla prima all’ultima. Certo, ci sono alcuni elementi della gang a cui è stato dato meno peso ma ciò accadeva anche nei film precedenti e comunque ogni membro viene caratterizzato quel minimo per farlo risultare appetibile all’interno della storia.
Una menzione d’onore va assolutamente fatta al personaggio interpretato da Anne Hathaway: irriverente, esagerato, fuori dagli schemi e divertente.
Il film è intriso di comicità che funziona alla perfezione e che sopratutto diverte lo spettatore, tutte le attrice hanno saputo sfruttare al meglio i tempi comici e il risultato è stato impeccabile.
Il vero problema della pellicola non sono assolutamente le protagoniste femminili, bensì la mancanza di mordente con il quale compiono le loro azioni. Se nella prima parte vengono presentate le protagoniste in modo ottimale, nella seconda parte dove viene studiato e messo in pratica il colpo tutto viene risolto troppo facilmente, senza alcun tipo di colpo di scena, senza nessun tipo di ansia o tensione che lo spettatore dovrebbe avere in quel momento e sopratutto con troppa leggerezza da parte delle protagoniste, quasi come se sapessero già l’esito delle loro azioni e rimarcando, in maniera del tutto inappropriato dato il buon lavoro fatto sui personaggi,  quanto queste ragazze siano davvero “toste”. La terza ed ultima parte della pellicola, infine, risulta inutile, fatta solo per allungare un minimo il brodo e chiudere qualche parentesi tra i vari personaggi; per non parlare del finale del film, durante il quale un fan della precedente trilogia potrebbe infastidirsi molto a causa di una “mancanza di rispetto” ai vecchi “Ocean’s” relativa al suo protagonista: Danny Ocean interpretato da George Clooney.
La regia di Gary Ross tenta spudoratamente di copiare quella messe in pratica nel primo “Ocean’s Eleven” da Steven Soderbergh risultando però inferiore, questo però non creerà disappunto nello spettatore che si limiterà semplicemente a seguire il corso degli eventi piacevolmente.
La colonna sonora accompagna perfettamente la vicenda ed una menzione d’onore va assolutamente fatta agli ambienti e ai costumi/vestiti di questo film, che si intonano alla perfezione con tutto il contesto narrativo in cui delle ladre devono fare il loro colpo del secolo.
Ocean’s 8 è un film in nome del “girl power” ben riuscito e che non risulta una mera mossa commerciale in onore alla figura femminile che tanto compare in questi anni. Le protagoniste del film sono il cuore pulsante della vicenda: le loro peculiarità, i loro scopi, le loro battute, tutto funziona. La sceneggiatura tenta di ispirarsi da una parte a “Ocean’s Eleven” e quando non lo fa si limita a raccontare una storia che, se non fosse per il cast e i loro personaggi, sarebbe crollata su se stessa a causa della completa agevolezza di un colpo in realtà molto complesso e di una terza parte del film inutile con una scena finale davvero imbarazzante ( questo sopratutto se si è fan della vecchia trilogia). La regia è un dimenticabile copia-incolla al primo capitolo di “Ocean’s” diretto da Soderbergh. Infine l’ambientazione del film e tutto ciò che la circonda è coadiuvata perfettamente alla storia delle nuove ladre-truffatrici sotto il comando del un nuovo membro della famiglia Ocean con la quale, forse correggendo su certi punti di vista il tiro, si potrebbe dar vita ad un’altra ottima trilogia tutta al femminile.

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7.1

Sceneggiatura

5.5/10

Recitazione

8.0/10

Regia

6.0/10

Scenografia

9.0/10

Pros

  • Ottimo cast che ha saputo interpretare al meglio i loro personaggi
  • Scenografie e costumi perfettamente in armonia con i personaggi
  • Comicità ben riuscita all'interno della pellicola
  • Una buona regia...Comicità ben riuscita all'interno della pellicola

Cons

  • La sceneggiatura diventa priva di pathos nella seconda parte del film e si allunga troppo nell'ultima.
  • Un finale che per chi è fan della precedente trilogia "Ocean" risulta quasi una presa in giro
  • ... se non fosse un mero copia-incolla senza originalità

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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