Overlord” è un film che sa il fatto suo, mischiando l’action al body horror attraverso atmosfere carismatiche che non stancano mai.

1944, Boyce (Jovan Adepo), è un giovane soldato che, con la sua squadra di paracadutista, sta per sbarcare in Normandia. Purtroppo però delle bombe abbattono l’aereo dei nostri protagonisti e questi ultimi saranno costretti ad approdare in un villaggio sconosciuto francese dove i nazisti stanno compiendo azioni disumane sugli essere umani. Spetterà a Boyce, al sergente Ford (Wyatt Russell) e ai compagni sopravvissuti sventare i piani del Terzo Reich.

La trama è semplice ma riesce nel suo intento, intrattenere senza mai sfociare nella becera “ignoranza”. La storia riesce ad interessare lo spettatore mischiando in maniera ottima due generi: nella prima parte il “war movie” e nella seconda l’horror con, più precisamente, riferimenti al “body horror” (horror disturbante basato sulla trasformazione del corpo).

I personaggi, escluso il protagonista, sono tutte delle macchiette stereotipate. Il difetto però non è poi così grave dato che le funzioni dei personaggi, per quanto questi ultimi siano clichéttosi, sono assolutamente coerenti con quello che è il carattere di un soldato di quei terribili tempi storici. Parlando invece del protagonista Boyce, quest’ultimo durante il film fa un classico percorso di cambiamento nei canoni del “viaggio dell’eroe” ma che funziona alla perfezione all’interno di un film che ha il compito di intrattenere attraverso l’azione.

Le interpretazioni sono buone, per tutti i personaggi. I migliori attori in questa pellicola sono sicuramente stati Jovan Adepo, Wyatt Russell, che hanno interpretato i due soldati protagonisti con identità contrapposte, e anche il nazista interpretato da Pilou Asbæk riesce a farsi detestare dal primo fino all’ultimo momento di film.

Parlando delle ambientazioni, sono proprio loro a fare da padrone nel film. Se nella prima parte sentiamo la guerra in tutti i suoi orrori: dalle armi ai comportamenti dei soldati, dalla paura del popolo francese alla spietatezza nazista; dall’altra parte invece durante il secondo atto tutto diventa più misterioso e criptico, donando atmosfere horror in una location perfetta.

L’azione, purtroppo, durante la prima parte è davvero molto ristretta. Per quanto questa cosa sia stata perfettamente in linea con la coerenza generale del film, durante la prima parte si pensa davvero molto a quello che è lo sviluppo della storia e il rimarcare del tempo storico in cui si sta svolgendo la vicenda. Nella seconda parte tutto cambia e l’azione arriva in grande stile. Attraverso delle scene da vero film action americano, sopratutto negli ultimi trenta minuti, ci vengono mostrati combattimenti e sparatorie di diverso genere, più qualche inseguimento extra che non fa mai male.

La colonna sonora fa il suo dovere in entrambe le parti del film senza essere pero chissà quanto originale.

“Overlord” è un prodotto ben riuscito, un film della grande industria americana che, finalmente, riesce sia ad intrattenere attraverso l’azione che, allo stesso tempo, avere una buona trama non stupida o con dei personaggi mal costruiti. Attraverso un gioco tra i generi “war movie” e “body horror” la pellicola disorienta lo spettatore appassionandolo alla vicenda e incuriosendolo su quello che accadrà. Malgrado la poca azione durante la prima parte, una caratterizzazione maldestra ma necessaria sui personaggi secondari, delle interpretazioni e delle musiche nella norma, “Overlord” è quel classico film americano action che sa esattamente come intrattenere non mancando mai di rispetto a quella che è l’intelligenza dello spettatore.

7.4

Sceneggiatura

7.5/10

Regia

7.5/10

Recitazione

7.0/10

Colonna Sonora

7.0/10

Contesto e scenografia

8.0/10

Pros

  • Trama che mischia ottimamente due generi diversi intrattenendo
  • Scene action della seconda parte del film
  • Ambientazioni ottime in entrambi le parti del film
  • Percorso dell'eroe ben costruito sul protagonista

Cons

  • Mancata caratterizzazione dei personaggi secondari troppo stereotipati
  • Poca azione durante la prima parte che preferisce dedicarsi maggiormente alle spiegazioni

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