Con “Revenge” torna il film di genere “rape & revenge” (film in cui uno stupro porterà ad una violenta vendetta) in grande stile sotto la direzione di un’eccelsa regista, Coralie Fargeat, che riesce a dare un tocco intimo ed indimenticabile alla pellicola.

Jennifer (Matilda Lutz) viene invitata dal suo amante Richard (Kevin Janssens) a passare un paio di giorni in una villa in mezzo al deserto dove l’uomo, insieme ai suoi due amici Stanley e Dimitri (Vincent Colombe e Guillaume Bouchède), andrà a fare delle battute di caccia. Quello che però doveva solo essere un weekend con il proprio amore nascosto, per Jennifer si trasforma presto in un incubo dal quale dovrà fuggire.

Il film ha una prima parte davvero molto diluita, tutto ciò potrebbe causare fastidio allo spettatore che vuole essere buttato nell’azione, ma ciò non accadrà. La prima parte della pellicola ha il compito di presentarti i personaggi, di sentirli parlare, di capire i loro punti di vista. Questa parte era necessaria all’interno del film dato che i dialoghi in generale all’interno del film saranno presenti al 90% solo in questa prima parte. Durante il secondo tempo la pellicola si trasforma e tutto prende una piega diversa. L’azione esplode in piccoli momenti ma è talmente violenta da essere splatter e anche disturbante da un certo punto di vista per il pubblico più sensibile. Tutto viene quindi costruito al meglio per far capire il motivo per cui i personaggi reagiranno ognuno a suo modo, in base al loro carattere, alla vicende che accadranno nel film.

I personaggi della pellicola sono davvero poco ma tutti ben caratterizzati con una maestria tale da far capire, anche solo nei primi venti minuti, il carattere di questi ultimi. Da soffermarsi sulle differenti caratterizzazioni dei tre uomini, ognuno odioso e disgustoso per un motivo diverso. Lo spietato Richard pronto a tutto per raggiungere i suoi scopi, il viscido Stanley che crede di essere superiore solo per il suo sesso ma in realtà è la persona più spaventata del gruppo, il passivo Dimitri che preferisce farsi da parte in ogni occasione perché non si sente mai all’altezza di poter fare nulla. Ognuno di loro ha un motivo molto grave per essere punito dall’angelo della morte, Jennifer, pronta a scatenare la sua vendetta.

Jennifer durante il film riesce a fare un percorso coerente con quello che era il suo personaggio, se ad esempio la ragazza si troverà a fare un combattimento corpo a corpo, in sceneggiatura c’è stata l’accortezza di non farla diventare da donna sexy e indifesa a una maestra di karate al primo incontro ma di farle apprendere a poco a poco le basi sul combattimento e sulla caccia in maniera da rendere tutto più coerente e realistico.

La regia del film è semplicemente stupenda. La forza della regista Coralie Fargeat è stata quella di creare un film di sensazioni. La regia del film è piena di dettagli e particolari, immersa dai primissimi piani sugli sguardi dei personaggi, sul cibo dentro la villa, sugli insetti che vengono bagnati dal sangue, sui suoni che la protagoniste sente. In questa maniera il film diventa “intimo” con lo spettatore facendogli capire cosa possa provare una donna quando accadono questi deplorevoli fatti. Dai suoni alla regia ogni elemento in questa pellicola è stato fatto per creare sensazioni sullo spettatore. Queste sensazioni esplodono in tutta la sua forza durante le sanguinosissime scene splatter durante l’azione, con momenti davvero forti che potrebbero anche far provare forte disgusto alle persone più sensibili.

Parlando sempre delle scene d’azione, queste ultime sono davvero fatte bene ma del loro più grande pregio è anche fatto il difetto del film, l’esagerazione. Se infatti l’eccesso è un elemento fondamentale del filone “rape&revenge”, qua ci sono stati certi momenti in cui quest’ultimo ha davvero superato la soglia della sopportazione al punto tale, per la precisione in solo due momenti, da rendere la scena così splatter e pulp da diventare ridicola. Nel momento in cui lo spettatore passa dal disgusto e orrore di ciò che sta guardando alla risata sfrenata vuol dire che qualcosa va storto, quell’esagerazione di troppo ha ricordato allo spettatore di essere al cinema e di star guardando un film “riportandolo nel mondo reale”, stemperando quindi le ottime scene con momenti che si avvicinano allo splatter/trash. La scena d’azione finale del film, ad esempio, dovrebbe essere il momento di maggior tensione all’interno della sala; purtroppo però, ciò non accade a causa dell’esagerazione spropositata che viene messa davanti agli occhi dello spettatore, malgrado la magnifica metafora che ci sia dietro.

Il doppiaggio inoltre, per quanto poco usati i dialoghi in questo film, non è sicuramente dei migliori.

“Revenge” è il primo film del suo filone ad essere diretto da una donna. La regia del film è intima e immerge lo spettatore nelle vicende, la caratterizzazione dei personaggi è stata intelligente e allo stesso tempo perfetta per il poco tempo con il quale sono riusciti a far capire i loro caratteri, le scene action sono da brivido. Il film però non è per tutti, la violenza infatti è davvero molta e per un pubblico sensibile ci potrebbero essere grossi problemi nel godersi il film. I difetti di doppiaggio e di esagerazione nella pellicola al resto del pubblico non daranno poi così fastidio. Il ritorno del “rape&revenge” è stato segnato con questo ottimo film metaforico che rimarrà nella memoria dello spettatore per diverso tempo e per numerosi motivi, sia metaforici che figurativi.


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8.3

Sceneggiatura

8.0/10

Regia

8.5/10

Recitazione

8.5/10

Scenografia e Colonna Sonora

8.0/10

Pros

  • La regia originale che diventa "intima" con lo spettatore
  • La caratterizzazione dei personaggi ottima e fatta in breve tempo
  • Le ottime scene action piene di violenza...
  • L'utilizzo dei suoni e della suggestiva ambientazione

Cons

  • Il doppiaggio in italiano non è dei migliori
  • ... ma che a volte sono talmente eccessive da rendersi ridicole e stemperare l'atmosfera

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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