Ingiustamente etichettata da alcuni come la copia europea di Stranger Things, Dark si è invece rivelata una delle sorprese più gradite che abbiamo avuto quest’anno nel campo delle serie tv. Pur avendo alcuni punti in comune con la serie culto americana, infatti, Dark si rivela essere, fin dai primi episodi, molto più matura, più cupa e contorta: i protagonisti più giovani della serie infatti sono, oltre che meno romanzati, anche più credibili, in quanto vengono evidenziati in loro aspetti dell’adolescenza meno scontati, come la depressione e l’uso di droghe. Inoltre in Dark è del tutto assente l’elemento Fantasy, e il tema dei viaggi nel tempo, pur presentando elementi fantascientifici, si basa su delle vere teorie di meccanica quantistica.

Se questo non fosse abbastanza farebbe comodo ricordare che la serie è stata girata con un budget relativamente basso, non disponendo dei fondi esorbitanti delle produzioni americane, e nonostante questo è qualitativamente superiore alla maggior parte delle serie americane degli ultimi anni. Una delle sue poche pecche è forse il fatto di voler gestire troppi personaggi contemporaneamente, facendone risultare alcuni decisamente sottotono e a volte facendoli sparire per intere puntate. Nonostante questo comunque rimane un’ottima serie che consiglio a tutti gli amanti del genere thriller/sci-fi, senza contare il fatto che stiamo parlando della Germania, i cui massimi prodotti in fatto di serie tv finora sono stati forse “L’ispettore Derrick” e “Squadra Speciale Cobra 11″… Non sentite anche voi odore di rivoluzione?

Vittorio Lorenzin

Classe 1994, giornalista e fotoreporter torinese appassionato di cinema e letteratura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *