Skyscraper è un film d’azione in grado di attirare l’attenzione dello spettatore durante le rare scene adrenaliniche e che porta sullo schermo un The Rock diverso da quello che tutti conoscono.

Will Sawyer (Dwayne Johnson) è un ex soldato dell’FBI che, dopo aver cambiato la sua vita mettendo su famiglia (Neve Campbell), ora è un “tester” e valutatore della sicurezza di grattaceli. Tra questi grattaceli c’è il “Pearl”, in Cina, dove risiederà con la sua famiglia dopo un’accurata analisi di quello che è a conti fatti il grattacielo più alto del mondo. A seguito di un attacco terroristico all’edificio che porta la struttura alle fiamme, Will si troverà a dover salvare la sua famiglia dal pericolo.

Le cose che più colpiscono in questo film sono due: la recitazione di Dwayne Johnson e le scene al cardiopalma di scalata dell’edificio. Partendo dalla recitazione possiamo dire di poter vedere un “The Rock” che in questa pellicola recita una persona semplice che ha i suoi sogni e ha i suoi obbiettivi. Il personaggio che interpreta è visibilmente impaurito da quello che dovrà compiere per salvare le persone che più ama, la sua famiglia. Questo fattore riesce a far immedesimare maggiormente lo spettatore al protagonista della vicenda e quindi facendolo empatizzare ancora di più durante i momenti più concitati della vicenda.

Il secondo elemento a favore del film sono le scene d’azione relative alla scalata di questo altissimo grattacielo. In quei momenti tutto funziona alla perfezione: dalla regia al montaggio, dalla recitazione alla musica, dagli effetti speciali alla durata della scena in questione. Unico difetto è che la cosa che maggiormente funziona nella pellicola (e che lo spettatore vuole vedere) si riduce ad essere messa all’interno del film solamente un paio di volte, un vero spreco di potenziale insomma.

La sceneggiatura del film è normale: né brutta né bella, talmente normale da risultare noiosa e dimenticabile dopo solo poche ore dalla visione. Ci si trova davanti ad un’interminabile prima parte condita di elementi che ricorreranno sempre durante la pellicola per passare poi ad una seconda con degli ottimi elementi d’azione sopracitati per poi arrivare ad una terza parte finale dove la storia arriva al suo stanco apice attraverso scene d’azione prevedibili che si vedono in ogni film action americano.

Le scene d’azione non riguardanti la scalata del “Pearl” sono brevi, fiacche e dimenticabili dopo poco. Dwayne Johnson prova ogni cosa per migliorare questi momenti grazie alle sue capacità ma l’attore non riesce a salvare dalla noia che lo spettatore proverà durante quasi ogni momento d’azione.

Gli effetti speciali del film sono ben fatti e contribuiscono a garantire quell’adrenalina presente nelle scene dove il nostre eroe si arrampica e salta per arrivare al grattacielo.

Skyscraper è un film con un grande potenziale sfruttato male. Un “The Rock” finalmente diverso dal solito e delle ottime scene adrenaliniche relative alla scalata del maestoso edificio rendono quei rarissimi momenti del film degni di nota, anche grazie agli effetti visivi ben fatti. Tutto il resto del film invece risulta noioso e dimenticabile: la sceneggiatura è piatta, prevedibile e pregna di dialoghi che si potevano tranquillamente evitare. Le scene d’azione relative al combattimento sono talmente brevi e prive di pathos da far diventare la sceneggiatura addirittura più interessante. The Rock affronta il grattacielo più alto del mondo per circa 10 minuti sparsi a pezzi durante quasi due ore di film, il resto verrà scordato dallo spettatore dopo poco tempo ricordandosi di un semplice film anonimo.

 

 

 

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6.5

Sceneggiatura

6.0/10

Recitazione

6.5/10

Regia

6.5/10

Effetti Speciali

7.0/10

Pros

  • Un The Rock che interpreta un personaggio diverso dal solito
  • Scene di scalata del grattacielo ottime...

Cons

  • Sceneggiatura piatta e noiosa
  • Scene di combattimento anonime
  • ... peccato che siano un paio durante tutto il film

Possiede un diploma in amministrazione, finanze e marketing.

Durante gli anni scolastici si è sempre più avvicinato al mondo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico approfondendone le strutture teoriche e tecniche.

Ha studiato sceneggiatura, regia, montaggio e storia del cinema da privatista e tramite corsi universitari DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Ha collaborato per la creazione di uno dei primi reality web in Italia: “coach in coaching”.

Possiede una qualifica riconosciuta come master in cinema, teatro e spettacolo dove ha imparato tutto ciò che occorre sapere in merito a produzione, sceneggiatura di un film e regia cinematografica

Si sta affermando come storyteller per implementare un nuovo business in Italia dedicato al digital brand storytelling.

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