Sequel del film “Sicario”, “Soldado” è il degno seguito della serie, con una regia e una caratterizzazione dei personaggi splendida ed una trama avvincente.

Dopo un attentato in un supermarket americano, gli Stati Uniti capiscono che il cartello messicano oltre a portare oltre il confine semplici persone, porta anche terroristi islamici. Spetterà all’agente della C.I.A. Matt Graver (Josh Brolin) e il suo compagno desideroso di vendetta Alejandro Gillick (Benicio del Toro) distruggere il cartello messicano mettendo le bande in guerra tra di loro.

La trama del film, in confronto a quella vista del primo capitolo, è molto più semplice e lineare. Se, infatti, in “Sicario” ci si concentrava di più su quello che era la trama del film, in questo “Soldado” si decide di semplificare su quell’ambito per dare spazio ad un altro elemento: la caratterizzazione dei personaggi. 

In questo capitolo, infatti, troveremo personaggi già ben noti a chi ha visto il precedente capitolo, ma in un modo diverso. Ogni paura, ogni dubbio, ogni motivazione, ogni personaggio spiega alla perfezione in questo capitolo quello che prova e quali sono i suoi ideali. Se da una parte abbiamo Matt Graver, spinto a fare qualsiasi cosa per difendere il suo paese e non far accadere cose orribili rispondendo in modo altrettanto orribile, dall’altra parte abbiamo Alejandro, un “uomo simbolo” sfuggito alla morte, desideroso di vendetta per cosa gli è accaduto, ma ancora con un cuore e degli ideali da rispettare.

Se la prima parte del film si concentra sul personaggio di Matt, impostando quindi quelle che sono le basi dell’operazione, la seconda parte invece vede protagonisti entrambi i soldati, collaborando e facendo vedere cos’hanno in mente. La terza ed ultima parte, nettamente superiore ai già due ottimi atti precedenti, prende più in considerazione Alejandro, dimostrando quanto un personaggio ben caratterizzato possa far provare grandissimi emozioni allo spettatore quando decide di fare certe cose o ne subisce altre.

Il film, basato molto sui personaggi e la loro caratterizzazione, aveva bisogno di ottime interpretazioni, così è stato. Brolin e del Toro sono perfetti per la parte. Grazie al loro lavoro, lo spettatore è in grado di capire ancora di più quelli che sono i loro scopi e il loro reciproco rapporto, rendendo i personaggi iconici e già di culto. Ottimo lavoro fatto anche da tutti i comprimari, portando quindi a livello di recitativo questo film tra i migliori del 2018.

La regia di Stefano Sollima (Gomorra-La Serie, ACAB, Subburra) è nettamente diversa da quella di Denis Villeneuve, regista del primo capitolo. In questa pellicola infatti si fa un uso più dinamico della macchina da presa che, in modo cinico e del tutto imparziale verso la distinzione tra buoni e cattivi (distinzione già di per sé sottile e quasi invisibile), attraverso l’uso dei campi lunghi e delle carrellate laterali, ci mostra tutto ciò che ci deve essere mostrato, nel modo più realistico e crudo possibile. L’immedesimazione, grazie alla coinvolgente regia di Sollima, è molta, e tutto ciò non fa altro che aumentare l’immersione che lo spettatore prova verso il film.

Se si deve trovare un difetto alla pellicola, questo lo si trova nell’evento scatenante che darà vita al terzo atto, davvero troppo implausibile e quasi sforzato data la coincidenza davvero tirata per i capelli. Nulla che comunque inficerà assolutamente quello che accadrà dopo, anzi, questo elemento, seppur un po’ sforzato, è di fondamentale importanza per il percorso di un personaggio del film che lo porterà a fare le cose migliori della pellicola nel terzo atto.

L’utilizzo delle musiche è stato geniale, sopratutto nel suo non utilizzo. I momenti dove accadono cose terribili sono privi di musica, proprio per segnalare l’importanza e la tragicità di certi eventi dove la musica sarebbe stata di troppo.

Il finale del film è il climax perfetto di una pellicola della durata di due ore: forte, d’impatto, cattivo e che ti fa venire subito voglia di guardare il terzo capitolo.

“Soldado” è un film diverso da “Sicario”, ma sicuramente magnifico come il primo capitolo, se non di più sotto certi aspetti. La caratterizzazione dei personaggi e quelli che sono gli ideali che li muovono sono il fulcro della vicenda, lasciando meno spazio alla trama, più lineare ma godibile. La regia e le interpretazioni vanno a braccetto per rendere tutto il più realistico possibile e capace di far immedesimare lo spettatore. Con questo secondo capitolo la serie raggiunge apici di bellezza davvero elevati, con un terzo atto che, malgrado la sforzatura iniziale, si pone tra i migliori momenti finali di una pellicola degli ultimi cinque anni.

9.1

Sceneggiatura

9.0/10

Recitazione

9.5/10

Regia

9.0/10

Colonna Sonora

9.0/10

Pros

  • Interpetazioni memorabili
  • Caratterizzazione dei personaggi perfetta
  • Trama meno complessa rispetto al primo, ma affascinante e coinvolgenete
  • Regia cinica e immersiva, quasi metaforica rispetto al messaggio del film
  • Terzo atto magistrale: dalla messa in scena alla recitazione fino ad arrivare al percorso del personaggio

Cons

  • Evento scatenante del terzo atto un po' sforzato

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