Resident Evil: The Final Chapter

Uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 16 febbraio, Resident Evil:The Final Chapter mette il punto ad una delle saghe cinematografiche più longeve degli ultimi anni. Diretto da Paul W.H. Anderson ed interpretato un’ultima volta dalla bellissima Milla Jovovich, il film si propone di intrattenere per un’ultima volta i fan più affezionati e di dare risposta ai numerosi quesiti che si sono posti nel corso degli anni.

In quest’ultima pellicola ritroviamo la nostra eroina Alice, ancora bloccata nel mondo post apocalittico creato dalla Umbrella Corporation, una multinazionale che, con l’intento di creare un mondo migliore, libera il T-Virus, un virus che infetta gli umani, rendendoli degli zombie. L’umanità viene decimata, e al mondo restano pochissimi sopravvissuti. La multinazionale vuole eliminare anche le poche migliaia rimaste, per poi creare da zero un mondo migliore, ripopolato dai pochi eletti. Alice, immemore della sua vita prima dell’epidemia,lottando per la sopravvivenza, viene contattata dalla regina rossa. Dalle sembianze umane e con il volto di una ragazzina, la regina rossa è l’intelligenza artificiale a capo del sistema informatico della Umbrella Corporation, che informa la ragazza dell’esistenza di un antidoto creato dalla stessa Umbrella, che salverebbe i pochi esseri umani rimasti, e riporterebbe la vita sulla terra.

Ad Alice vengono date 48 ore per recuperare l’antidoto posto nell’alveare, la base operativa della multinazionale, situata a Raccoon City, città da cui tutto ha avuto origine, a causa di un’esplosione programmata per diffondere il T-Virus. Alice dunque, con molte difficoltà, ostacolata dal Dr Isaacs, uomo malvagio ed estremista religioso a capo di tutto,deve riuscire ad entrare nel bunker sotterraneo della Umbrella Corporation, dove, passando ogni livello, entrerà nel cuore della struttura in cui è racchiuso l’antidoto che sconfiggerà l’epidemia. Tutto avrà una fine, tutto avrà risposta.

Scritto anche dal regista Paul W.H. Anderson, il film si apre con un prologo sintetizzato degli episodi precedenti, come a voler rendere questo ultimo film alla portata di tutti, ma farlo al sesto film non è particolarmente sensato . Successivamente, sin dalle prime vere e proprie scene, il montaggio e la sequenza di immagini richiamano l’aggressività e la dinamicità dei videogiochi a cui è ispirata l’intera saga cinematografica, forse anche troppo. Le colonne sonore risultano disturbanti, miste ai suoni e al montaggio troppo veloce, che a tratti rende alcune scene incomprensibili. La fotografia è giustificatamente cupa ed evocativa, ma ci sono stati capitoli della saga Resident Evil più interessanti e logici soprattutto. Molti elementi inseriti in questo capitolo finale infatti sono poco coerenti con i precedenti film, come ad esempio il modo in cui Alice interagisce con il T.Virus.

A differenza delle aspettative, in sostanza, il film non presenta un filo logico, l’intero corpus cinematografico è spezzettato e, in conclusione, l’intera saga risulta come un puzzle messo insieme con pezzi di disegni diversi, che vengono incastrati con forza. Insomma, questo capitolo finale è banale e scontato. Spunta come sempre però la bravura di Milla Jovovich, che per l’ultima volta ha portato sullo schermo Alice, l’unico elemento coerente del tutto. La tonicissima protagonista, quando non uccide mostri con mosse feline, guida qualche veicolo (il suo feticismo per le moto ormai è alquanto palese), quando non corre, le esce una lacrima dall’occhio sinistro perché (SPOILER ALERT!)qualcuno è stato affettato come il San Daniele in offerta al Conad. O magari mozza la mano a qualche cattivo perché vuole guidare una moto mentre uccide mostri, e si fa uscire una lacrima stavolta però dall’occhio destro. Altro affezionatissimo della saga è Ian Glen,che sin dal primo capitolo della saga cinematografica è stato protagonista, interpretando il cattivo della situazione che finisce male. Poveraccio, mai una Jorah!(concedetelo).

In sostanza però il film ci piace, perché ci piace vedere zombie segati in due, gente che corre in motocicletta e fa le capriole mentre gioca a risiko col cattivo, e ci piace davvero tanto vedere il bene trionfare sul male.  per cui Resident Evil-The Final Chapter va considerato per quello che è: una pellicola che si unisce alla collezione del cinema trash mondiale e personalmente non me lo perderei per due motivi:

1)C’è Jorah Mormont,

2)Questo è l’ultimo .

Studentessa di cinema, appassionata di fumetti e letteratura e col viso dai tratti “Manariani” vivo la vita una figura di merda dopo l’altra.

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