Buongiorno a tutti, come sappiamo nella giornata di ieri Square-Enix aveva mostrato un altro trailer sul suo prossimo capitolo di Dragon Quest, ma quest’oggi vogliamo parlare degli inizi di questa popolare saga, che in Giappone viene apprezzata molto più di Final Fantasy, anzi il popolo nipponico la definisce anche come sinonimo del genere stesso.

 

Ma parliamo del primo capitolo, che ricordiamo essere uscito per NES nel lontano 1986, il gioco venne sviluppato dalla Chunsoft ( odierna Spike Chunsoft ), che dopo questo capitolo ne realizzò altri quattro, proprio in questo capitolo iniziò la collaborazione poi dello storico trio Toriyama, Sugiyama e Horii, dove il primo curò i disegni dei vari personaggi e mostri del gioco, il secondo era il genio che stava dietro le musiche ed invece il terzo si può dire essere il padre di questa meravigliosa serie, che egli stesso disse in un intervista di essersi ispirato ad alcuni RPG occidentali come Ultima e Wizardry.

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Anche se nessuno se lo sarebbe aspettato la nascita di Dragon Quest rivoluzionò completamente il genere, introducendo nuove meccaniche, che in futuro sarebbero state considerate elementi tipici di ogni gioco del genere, soprattutto anche di quelli futuri.

 

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Il gioco propone una struttura non lineare, dove il giocatore potrà esplorare a proprio piacimento il mondo di gioco, proprio durante l’esplorazione sarà possibile visitare città, dungeon, villaggi oppure castelli, mentre saremo impegnati a raggiungere una di queste destinazioni, lungo il tragitto potremo imbatterci in incontri casuali contro alcuni mostri, che potranno metterci in difficoltà, soprattutto se siamo agli inizi, questi scontri li affronteremo in un sistema a turni, che era un elemento tipico dell’allora generazione di RPG.

 

Parlando delle città e dei villaggi qui il giocatore avrà la possibilità di riposarsi tra un combattimento e l’altro, potrà recarsi nelle locande per ristorare la propria salute, comprare l’equipaggiamento più adeguato nelle varie armerie oppure recarsi in un negozio specializzato nella vendita di pozioni, antidoti e vario genere.

 

I Dungeon invece al contrario delle città si presentano come luoghi tetri e inospitali, inizialmente non riusciremo a vedere nulla al suo interno, per avere della luce e poterlo esplorare al meglio, bisogna comprare delle torce nei negozi di oggetti presenti nelle città e cosi facendo potrete accenderle ed addentrarvi nei vari labirinti che presentano, da considerare anche i mostri al loro interno.

 

I castelli invece sono i luoghi dove il giocatore può salvare la propria partita parlando con il Re.

 

 

COLONNA SONORA

 

La colonna sonora come detto prima fu composta da Koichi Sugiyama, fu poi pubblicata anche come album, sempre nel 1986, le seguenti tracce erano:

 

 

° Overture March;

° Chateu Ladutorm;

° People;

° Unknown World;

° Dungeons;

° Fight;

° King Dragon;

° Finale.

 

 

 

 

CURIOSITA’

 

° Nella versione originale giapponese in cartuccia del gioco, non era presente una batteria interna per il salvataggio dei dati; al giocatore, infatti, veniva data una password da inserire ad ogni nuova partita per riprendere il gioco dal punto in cui lo si aveva interrotto l’ultima volta

 

° Negli Stati Uniti il gioco non usava il suo nome originale, ma venne rinominato Dragon Warrior.

Mi chiamo Salvatore Marracino, da quando avevo 5 anni sono un amante del mondo videoludico in tutte le sue forme, basta pensare che iniziai i miei primi passi con il Commodore 64, i miei giochi preferiti sono la serie di Assassin’s Creed, The Last Of Us e la serie di Suikoden.

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