ATTENZIONE

Il seguente articolo contiene un’elevata dose di “Critiche” e “Opinioni personali”, atte ad esporre il personalissimo parere dell’autore sull’argomento trattato, e magari a strappare anche qualche risata. Se pensate dunque che tutto ciò possa provocare in voi la “Sindrome dei Sentimenti Offesi”, o peggio ancora quella del “Paladino della Giustizia non richiesto”, vi invito a non continuare la lettura.

N.B Essendo opinioni personali, l’autore dell’articolo è aperto ad ogni genere di discussione al riguardo, perché non c’è cosa più bella del dialogo e dello scambio di opinioni! Se tuttavia non avete letto l’articolo con sufficiente attenzione per capire che è solo un parere, e vi riteniate dunque offesi da tutto ciò, beh… mi dispiace di aver ferito i vostri cuoricini fatti di parmigiano in cui scorre latte e cacao, ma questa è la Critical Room.


Re:Zero – Starting Life in Another World o Re:Life in a different world from zero per chi ha tempo da perdere nel pronunciare nomi, o Re:ZERO Kara Hajimeru Isekai Seikatsu per le bestie di Satana, o più semplicemente Re:Zero per chi è sano di mente (Oppure Renato Zero per chi è proprio a corto di battute), è un manga/anime/light novel che, circa un anno fa, ha riscosso non poco successo fra i giappominchioni quei distinti gentiluomini amanti dei fumetti. Verrebbe dunque spontaneo chiedersi il perché, visto il contesto poco originale ed i personaggi brutti come la fame, senza contare gli inquietanti e macabri intermezzi sonori, che farebbero rabbrividire persino The Undertaker.

Quasi, ma non esattamente

Il pusillanime protagonista, tale Subaru Natsuki, è un giovane emarginato dalla società, senza amici, senza dignità e con una faccia da schiaffi. Un bel giorno Subaru, dopo essere uscito dal Jet Market, si appresta a far ritorno alla sua umile catapecchia, quando ad un certo punto… puf, finisce in un mondo fantasy (Tanto per cambiare eh!). Volete sapere come e perché è finito in questo mondo fantasy? Beh, vorrei saperlo anche io (Ma anche no), comunque sia il giovane Subaru non si sconvolge più di tanto, forse in cuor suo è cosciente della banalità totale nella quale aleggia quest’opera, e quindi non ci da nemmeno troppo peso, tuttavia viene presto attaccato da tre brutti ceffi. La situazione comincia a farsi davvero brutta per Subaru, non brutta quanto lui ma ci siamo quasi, per sua fortuna, arriva la tizia che inevitabilmente farà parte della sua avventura, e che alla fine si innamorerà di lui, com’era facilmente intuibile.

Bibidi bobidi bu! Da qui non uscirete mai più!
Purtroppo dobbiamo accontentarci di quello sgorbio di Subaru…

La ragazza in questione è una mezzelfa di nome Emilia, intenzionata a diventare la Regina, purtroppo, vista la mancanza di politici a cui dare il culo per ottenere in modo lesto il suddetto titolo, Emilia dovrà faticare non poco per riuscirci, e Subaru, vuoi per spirito di gratitudine, vuoi perchè guidato dal barbagallo, decide di aiutarla nell’impresa. I due crepano poco dopo, dando un po’ di brio all’anime, che poteva benissimamente finire così, breve ma intenso. Tuttavia il giovane Subaru scopre di poter riavvolgere il tempo e respawnare tutte le volte che ci lascia le penne… BITE ZA DUSTO!!!. Diventerà quindi il fedele maggiordomo di Emilia, morirà, imparerà a pelare le patate, verrà trucidato ripetutamente, si autoproclamerà cavaliere di Emilia, verrà picchiato, poi creperà ancora, si allenerà per diventare più forte, proverà a leccare i piedi di una tizia per poi venir nuovamente picchiato e ammazzato, e così via fra balene volanti e sette occulte.

Durante la sua sanguinosa, triste e violenta avventura, il giovane Subaru farà la conoscenza di svariati personaggi, uno più brutto ed insopportabile dell’altro: le due complessate e psicopatiche gemelline Romolo e Remo Ram e Rem, cameriere di Emilia nonché pane per i porci amanti delle loli 2 personaggi di grande rilievo. Ah, quella con la testa blu si innamora di Subaru, ma da quest’ultimo viene friendzonata e sfruttata; una strega rompiballe di nome BEATORIIICEEEE Beatrice; un tizio-gatto stranosessuale che fa da cavaliere ad una rivale di Emilia; un altro cavaliere che picchia Subaru perché non lo ritiene degno di essere un cavaliere (Quando accanto al suddetto tizio vi è il prima citato tizio-gatto cavaliere); poi ci stanno ladri, assassini, fanatici religiosi e chi più ne ha più ne metta… un troiaio insomma. Ma è proprio quando il tutto sembrava perso ed irrecuperabile, che spunta lui, il salvatore della serie, un uomo, un mito, una leggenda… BB(B)berrRTeGhiuss RRRromanèc-Ccconti DESSS!!! (Betelgeuse Romanee-Conti) Provare a descriverlo è inutile, vi basti sapere che riesce a portare quel pizzico di brio, di emozione e di sentimento, che salvano Re:Zero dall’essere un fallimento totale.

La versione che non ci meritiamo, ma di cui abbiamo bisogno

Parliamoci chiaro, come di consuetudine sono arrivato al punto dell’articolo in cui mi rompe continuare a scrivere o di darvi maggiori dettagli, ordunque, tirerò lesto le mie conclusioni al riguardo: Re:Zero è un manga che tenta disperatamente di coinvolgere lo spettatore, ma soprattutto di essere originale, proponendo una trama misteriosa e piena di colpi di scena. Il che non è una brutta cosa, ma a parer mio fallisce in molti frangenti, a partire dai personaggi privi di qualsivoglia originalità, fino ai classici cliché del bravo ragazzo che non si arrende mai, con questo non voglio dire che sia completamente da scartare, ma di certo non è nemmeno il gran capolavoro che tutti hanno elogiato e sopravvalutato ai limiti dell’immaginabile. Ora basta che già mi son rotto le scatole con sto articolo, ma per non rendere vana la lettura, ecco a voi un po’ di Betelgeuse, e chissà, magari salverà questo articolo dall’oblio più totale, così come ha fatto con Re:Zero.

Re:Zero
Aserejè ja de jè de jebe tu de jebere sebiunouva majabi an de bugui an de buididipi.

One thought on “Re:Zero – Starting Life in Another World: “Un troiaio””

  1. No, è una schifezza totale e basta fondamentalmente lol
    Non c’è bisogno di trovare il difendibile anche in opere dove non ce n’è 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *