Caro Stanley Martin Lieber,

Senza di te non sarei quel che sono. Ricordo tutte le notti in cui mi sentivo perso, ricordo tutti i giorni in cui era troppo difficile accettare il mondo in cui vivevo. Ricordo tutti i momenti passati a sentirmi “strambo” per una passione considerata da “bambini” o da “perditempo”. Ricordo il primo giorno di scuola media, la prima volta che ho baciato una ragazza, la prima insufficienza alle superiori, la prima vacanza con gli amici senza genitori, ricordo il periodo della maturità, ricordo l’inizio dell’università. Se questi momenti fossero vignette, nello sfondo si vedrebbe sempre un fumetto della Marvel. Senza di te non sarei quel che sono.

Quando si legge uno “SNAP” nei fumetti Marvel, il lettore sa che qualcosa di tremendo è appena successo. SNAP è il suono delle dita di Thanos che schioccano, SNAP è il suono della morte di Gwen. SNAP è il suono della notizia della tua morte. Ti volevo credere immortale perché i tuoi eroi lo sono e con il passare delle ore ho capito che lo sei: nessuno si è mai dimenticato di Gwen, né noi lettori né Spider-Man. Nessuno si dimenticherà mai di te, del tuo contributo al fumetto mondiale, del tuo contributo a renderci quello che siamo. Ora devo lasciarti andare, non essere egoista cercando di tenerti qua perché è troppo difficile guardare oltre. Sì, devo lasciarti al tuo meritato riposo ma mai dimenticherò ciò che hai fatto per me e tutto quel che ancora farai. Mi hai riempito il cuore di sogni, è il regalo più grande che potessi farmi.

Ad ottobre, qui in Italia, è uscito il numero 800 di Amazing Spider-Man. Alla fine del capitolo “Addio”, il Ragno ci saluta con queste parole: “Mi chiamo Peter. Sono un ragazzo del Queens. E certo, ci sono cose che mi rendono speciale. Ma vi rivelerò un grande segreto. Pronti? È una cosa che si può dire di chiunque. Tutti abbiamo dei doni. Quel che importa è come usarli. Combattete la battaglia giusta. Se cadete, rialzatevi. E se il vostro vicino cade, dategli la mano. È così che possiamo salvare il mondo… un amichevole quartiere alla volta. Ora sparite, ho delle cose da fare. Non vedete? Sto volteggiando.”.

Ti saluto usando proprio quelle parole, perché anche io ho delle cose da fare: continuare a prendere insegnamento da tutto quello che tu, Kirby, Ditko e molti altri avete creato, cercando di essere ogni giorno una persona migliore.

Senza di te non sarei quel che sono,
Excelsior!

Con stima e affetto,
Michael Giargia

 

 

 

Appassionato di fumetti, serie tv e cinema.

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