Stereotipi caratteriali degli anime: prima parte

Gli stereotipi caratteriali sono dei modelli di comportamento convenzionali che è possibile riscontrare in vari personaggi di manga, light novel, data sim (videogiochi d’appuntamento) e anime. Un personaggio stereotipato caratterialmente si comporterà in un certo modo in una certa situazione, si esprimerà in un certo modo su certo argomento e così via. Alcuni di questi stereotipi caratteriali sono noti e facilmente riconoscibili, altri un po’ meno. Alcuni sono articolati e danno al personaggio una certa profondità psicologica, altri sono più semplici e superficiali. Non tutti i personaggi degli anime posso essere ricondotti ad una determinata caratterizzazione e uno stesso stesso personaggio può possedere caratteristiche tali da non essere completamente riconducibile ad una sola caratterizzazione, senza contare che nel corso della trama potrebbe subire un’evoluzione nel suo comportamento. Questi stereotipi caratteriali sono chiamati anche dere, perché molti di loro, non tutti, terminano con queste quattro lettere.

In quest’articolo e nei successivi cercherò di descrivere, portando uno o due esempi, gli stereotipi caratteriali o dere che è possibile riscontrare negli anime. Gli esempi a supporto di ogni tipo di dere cercherò di trarli dalle mie conoscenze personali in fatto di anime. Qualora non mi fosse possibile, segnalerò tramite l’uso del corsivo gli esempi che riporto da altre fonti. Ho cercato comunque di fornire esempi chiari e riconducibili alla tipologia di dere a cui gli stessi fanno riferimento. Per il titolo degli anime ho fatto ricorso al titolo più frequentemente usato e conosciuto oppure alla sua traduzione in inglese.

Tsundere

Iniziamo con uno degli stereotipi caratteriali più conosciuti e più diffusi. Tsundere deriva dalla fusione delle parole tsuntsun (scontroso, arrogante) e deredere (amorevole, tenero). Questa tipologia di personaggio si caratterizza per un comportamento esterno scontroso, antipatico e perfino violento che nasconde un animo gentile. Inoltre, hanno la tendenza a non essere sinceri con i loro sentimenti. In poche parole, personaggi che sotto una scorza dura nascondono una polpa dolce. Tsundere sono:

Taiga Aisaka di “Toradora!”, forse la tsundere per antonomasia

Mine di “Akame Ga Kill”

Yandere

Un altro stereotipo caratteriale arcinoto come tsundere e del quale rappresenta la perfetta antitesi. Yandere deriva dalla fusione delle parole yanderu (pazzo, malato) e deredere (amorevole, tenero). Sono personaggi che appaiono dolci gentile, premurosi, ma che nascondo un comportamento violento che viene scatenato dalla gelosia. Sono possessivi verso il partner: arrivano a uccidere chiunque percepiscano come una minaccia per il loro amore. Yandere sono:

Ayase Aragaki di “Oreimo”

Yuno Gasai di “Mirai Nikki”, forse la yandere più famosa

Yangire

Yangire è una variante di yandere. Il termine deriva dalla fusione delle parole yanderu (pazzo, malato) e kire (tagliare). I personaggi yangire sono simili a quelli yandere, tranne nel motivo scatenante la follia omicida e la violenza. In questo caso non è la gelosia o la protezione della persona amata, ma un trauma subito nel passato, una malattia eccetera. Yangire sono:

Lucy di “Elfen Lied”

Yandeguire

È un’altra variante dello stereotipo caratteriale yandere. Yandeguire o yandegire deriva dalla fusione di yandere e yangire. Si tratta di personaggi la cui violenza non trova giustificazione nella gelosia come negli yandere o in traumi passati come nel caso degli yangire. Gli yandeguire sono dei sadici puri e semplici: torturano, uccidono e fanno del male solo per il gusto di farlo. Yandeguire sono:

Shikimi Shiramine di “Love Tyrant”

Kamidere

Sebbene questo stereotipo caratteriale possa suonare strano, ad esso sono riconducibili alcuni dei personaggi più famosi mai apparsi negli anime. Il termine kamidere deriva dalla fusione dei termini kami (Dio) e deredere (amorevole, tenero). Si tratta di personaggi egocentrici, megalomani, convinti di dover cambiare il mondo secondo quello che ritengono giusto. E per farlo sono disposti a compiere qualunque azione. Kamidere sono:

Light Yagami di “Death Note”, l’esempio più lampante di kamidere

Shogo Makishima di “Psycho-Pass”

Kuudere

Kuudere deriva dalla fusione fra kuuru (traslitterazione in giapponese di “cool”, freddo) e deredere (amorevole, tenero). Questa tipologia di personaggi si caratterizza per degli sguardi sprezzanti, silenzi ostili e occhiate poco amichevoli. Tuttavia, quello che non riescono a comunicare all’apparenza, lo comunicano con i gesti e le azioni. Come gli tsundere sono migliori dentro che non fuori. Kuudere sono:

Levi Ackerman di “Shingeki no Kyojin”

Coodere

Coodere è una variante di kuudere. Nato dalla fusione di cool e deredere, questo stereotipo caratteriale si caratterizza per il fatto che la freddezza, l’ostilità e l’antipatia si trasformano in amore per un personaggio in particolare. Insomma i coodere riescono ad uscire dal proprio guscio, i kuudere no. Possono essere definiti tali:

Touka Kirishima di “Tokyo Ghoul”

Sadodere

Sadodere deriva dalla fusione fra i termini sadizumu (traslitterazione in giapponese di “sadism”, sadismo) e deredere. Indica dei personaggi sadici, ma non violenti fisicamente. I sadodere sono dei manipolatori: adorano giocare con i sentimenti altrui, compresi quelli delle persone amate. Sono dei sadodere:

Raphiel Ainsworth Shiraha di “Gabriel DropOut”

Malty “Myne” Melromarc di “The Rising of the Shield Hero”

Teasedere

Questo termine nasce dalla fusione fra tease (stuzzicare in inglese) e deredere. Si tratta di personaggi che si divertono a stuzzicare e a prendere in giro la persona amata, senza alcun intento di ferirla. Teasedere sono:

Takagi di “Karakai Jouzu no Takagi-san”

Dandere

I dandere sono i classici timidi silenziosi. Il termine deriva dall’unione fra danmru (stare in silenzio) e deredere. Si tratta di personaggi chiusi che rimangono in disparte a meno che non siano interpellati o a meno che non incontrino la persona giusta con cui aprirsi. Nonostante il loro carattere, s’interessano alla sorte del gruppo o di chi hanno vicino. Sono dei dandere:

Shin-Ah (il Drago Blu) di “Akatsuki no Yona”

Hajidere

Una versione estrema del dandere è l’hajidere. Il termine è nato dall’incontro fra le parole haji (vergogna) e deredere. L’hajidere è un tipo di personaggio molto timido, ma solo verso la persona amata, con tutti sintomi tipici di un grande imbarazzo: arrossamenti, svenimenti, balbettamento e fughe. Sono degli hajidere:

Kosaki Onodera di “Nisekoi”

Nyadere

L’amore per i gatti (neko in giapponese) sta alla base di questo dere. Nyadere o nyandere deriva dalla fusione fra le parole nyan (onomatopea giapponese del verso del gatto) e deredere. I personaggi che sono modellati su questo stereotipo caratteriale presentano un comportamento felino dimostrandosi molto attaccati alle persone a cui tengono. Diverse volte il loro essere felini è dimostrato da orecchie da gatto vere o finte che spuntano dalla testa. Nyadere sono:

Kanata Shinozaki di “My Girlfriend is Shobitch”

Schrödinger di “Hellsing Ultimate”

Nemuidere

In una parola dei dormiglioni. Il termine nemuidere deriva dalla fusione fra nemui (assonnato) e deredere. Si tratta di personaggi che passano la gran parte del tempo a dormire e a sonnecchiare. Nemuidere sono:

Kumin Tsuyuri di “Chuunibyou demo koi ga shitai!”

Nemu “Nemurin” Sanjou di “Magical Girl Raising Project”

Per oggi è tutto: ci vediamo alla seconda parte con altri stereotipi caratteriali.

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