Stereotipi caratteriali degli anime: terza parte

Continua il nostro viaggio alla scoperta degli stereotipi caratteriali, ovvero dei modelli di comportamento convenzionali che è possibile riscontrare in vari personaggi di anime e non.

Per leggere le parti precedenti cliccate sui seguenti link: Prima parte e Seconda parte

Un personaggio stereotipato caratterialmente si comporterà in un certo modo in una certa situazione, si esprimerà in un certo modo su certo argomento e così via. Alcuni di questi stereotipi caratteriali sono noti e facilmente riconoscibili, altri un po’ meno. Alcuni sono articolati e danno al personaggio una certa profondità psicologica, altri sono più semplici e superficiali. Non tutti i personaggi degli anime posso essere ricondotti ad una determinata caratterizzazione e uno stesso stesso personaggio può possedere caratteristiche tali da non essere completamente riconducibile ad una sola caratterizzazione, senza contare che nel corso della trama potrebbe subire un’evoluzione nel suo comportamento. Questi stereotipi caratteriali sono chiamati anche dere, perché molti di loro, non tutti, terminano con queste quattro lettere.

Come già accaduto, per descrivere gli stereotipi caratteriali o dere citerò uno o due esempi tratti dagli anime. Gli esempi a supporto di ogni tipo di dere cercherò di trarli dalle mie conoscenze personali in fatto di anime. Qualora non mi fosse possibile, segnalerò tramite l’uso del corsivo gli esempi che riporto da altre fonti. Ho cercato comunque di fornire esempi chiari e riconducibili alla tipologia di dere a cui gli stessi fanno riferimento. Per il titolo degli anime ho fatto ricorso al titolo più frequentemente usato e conosciuto oppure alla sua traduzione in inglese.

P.S.

Di alcuni “dere” non sono riuscito a trovare degli esempi oppure non li ho inseriti a causa della genericità stessa del dere.

Undere

Gli undere sono personaggi innamorati che dicono sempre di sì alla persona da loro amata, qualunque sia la richiesta di quest’ultima. Undere deriva dalla fusione fra il suono che emettono i giapponesi per dare una risposta affermativa (u) e deredere (amorevole). Undere sono:

Minami Kotori di “Love Live!”

Tsunpure

Tsunpure è un composto di tsuntsun (scontroso, arrogante) e pure, che ha un significato sconosciuto. Questo stereotipo caratteriale si riferisce a un personaggio che è eccessivamente onesto con gli altri, ma raramente onesto con se stesso e che finisce per dire ciò che prova veramente solo quando non ne può più. Tsunpure sono:

Aika Tenkuubashi di “Shomin Sample”

Tsunshun

Tsunshun deriva dalla fusione fra la parola tsuntsun (scontroso, arrogante) e shun, onomatopea che nella lingua giapponese indica malinconia, tristezza. Lo tsunshun è scontroso fuori, ma depresso dentro. Tsunshun sono:

Ririchiyo Shirakiin di “Inu x Boku SS”

Kyoko Sakura di “Madoka Magica”

Shundere

Nato dalla fusione fra shun (onomatopea che nella lingua giapponese indica malinconia, tristezza) e deredere, uno shundere non è dissimile dallo utsudere. Gli shundere sono dei depressi senza motivo o quasi. Il loro eventuale interesse amoroso può aiutarli ad aprirsi e a sentirsi accettati. Hanno la tendenza ad ignorare ed evitare gli altri. Shundere sono:

Tomoko Kuroki di “WataMote”

Thugdere

Il teppista dal buon cuore nascosto: in soldoni questo è il significato. Derivante dalla fusione fra thug (“teppista” in lingua inglese) e dere, questo personaggio femminile, ma può anche essere maschile, spesso maltratta il suo amato, ma può anche essere abbastanza affettuoso. Il lato da “delinquente” è un modo per nascondere il lato dolce del carattere, che il thugdere teme possa farlo apparire sciocco o debole. (P.S.: la somiglianza con tsundere è forte). Thugdere sono:

Gray Fullbuster di “Fairy Tail”

Rebecca “Renvy” Lee di “Black Lagoon”

Dojikko

Questo personaggio è una ragazza (-ko è il suffisso femminile giapponese) carina, innocente e dolce, la quale tuttavia si rileva goffa e sbadata (doji in giapponese significa errore). La ragazza in questione rovescerà piatti e bicchieri, inciamperà o scivolerà frequentemente, ma senza mai arrabbiarsi o perdere la pazienza, mantenendo il suon buon carattere. Dojikko possono essere definite:

Mayu Miyano di “B gata H kei”

Hetare

Il termine hetare, di origine incerta, indica un personaggio maschile senza spina dorsale, incapace di prendere decisioni e bisognoso del supporto altrui per riuscire in qualcosa. Hetare sono:

Makoto Itou di “School Days”

Yukiteru Amano di “Mirai Nikki”

Megadere

Una versione depotenziata della yandere. Megadere potrebbe derivare dalla fusione fra mega (occhi in giapponese)  e deredere. Il megadere è un personaggio femminile ossessionato dal suo innamorato: tranne compiere atti violenti o simili, farebbe di tutto per conquistare la persona amata. Arriva persino a seguirlo e rubargli effetti personali.

Yeredere

A metà strada fra lo yandere e il deredere, un personaggio yeredere possiede l’attaccamento alla persona amata del primo, ma mitigato dal suo lato amorevole (deredere). Uno yeredere mostrerà il suo attaccamento alla persona amata in vari modi, ma senza essere mai geloso o violento.

Darendere

Questo stereotipo caratteriale è un miscuglio fra due stereotipi caratteriali già citati: il dandere e il deredere. Del primo il dandere possiede il carattere timido e silenzioso, dal secondo prende il carattere ottimista e felice. Il passaggio dal dandere al deredere avviene nel dandere nel caso in cui qualcuno gli rivolga la parola. La classica goccia che fa traboccare il vaso.

Bocchandere

Di origine incerta, questo stereotipo caratteriale indica quei personaggi, dotati spesso di un rango sociale elevato, che si considerano migliori e superiori agli altri. Degli spocchiosi viziati insomma!

Meganekko/Megane

La caratteristica precipua, anzi l’unica, di questo stereotipo caratteriale è la presenza degli occhiali. A quanto pare le “quattrocchi” sono stimolanti per una parte del fandom: e non gli do torto… “Megane” in giapponese vuol dire occhiali, il suffisso -ko sta ad indicare un personaggio femminile. I maschi portatori di occhiali sono indicati semplicemente con “megane”.

La terza parte finisce qui. La prossima parte, la quarta, sarà l’ultima. A presto!

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