ATTENZIONE

Il seguente articolo contiene un’elevata dose di “Critiche” e “Opinioni personali”, atte ad esporre il personalissimo parere dell’autore sull’argomento trattato, e magari a strappare anche qualche risata. Se pensate dunque che tutto ciò possa provocare in voi la “Sindrome dei Sentimenti Offesi”, o peggio ancora quella del “Paladino della Giustizia non richiesto”, vi invito a non continuare la lettura.

N.B Essendo opinioni personali, l’autore dell’articolo è aperto ad ogni genere di discussione al riguardo, perché non c’è cosa più bella del dialogo e dello scambio di opinioni! Se tuttavia non avete letto l’articolo con sufficiente attenzione per capire che è solo un parere, e vi riteniate dunque offesi da tutto ciò, beh… mi dispiace di aver ferito i vostri cuoricini fatti di parmigiano in cui scorre latte e cacao, ma questa è la Critical Room.

 

Sword Art Online
Ed ecco il nostro eroe! Partiamo già male eh?

Sword Art Online, tutti nel bene o nel male (Più il secondo in questo caso) ne abbiamo almeno sentito parlare, al mondo sono milioni i fan di sta roba, (Adam Kadmon e i Ricercatori Oral-B hanno unito le forze per venire a capo di questo mistero) e altrettanti milioni sono gli Haters. Tuttavia mi frega ben poco di entrambi, io sono qui per esporvi il mio personale pensiero sul perchè SAO risulti essere l’ennesima opera (Se così si può definire) banale, scontata, ridicola e SOPRAVVALUTATA ai limiti dell’immaginabile.

Siamo sinceri, esistono migliaia di anime e manga, trovarne uno che spicchi in originalità, trama e tutto il resto non è cosa facile, ecco perchè quando leggo/guardo un manga/anime, non pretendo la perfezione in ogni campo, mi basta anche solo un piccolo elemento che mi faccia dire: “Ok, questo è [Nome Random], non brillerà certo per l’originalità, ma almeno ha un suo tratto distintivo unico (Trama, personaggi originali, combattimenti ecc…), che lo contraddistingue dal resto delle opere simili”. In SAO non solo non c’è nulla di simile, ma è talmente banale e scontato su ogni frangente, che perfino lo spettatore più disattento può prevedere, con una facilità disarmante, cosa accadrà nella scena successiva (Io vi giuro che quando l’ho guardato sparavo previsioni talmente scontate… che indovinate un po’? Si avveravano sempre). Ma per rendevi partecipi al meglio di tutto ciò, occorre andare ad analizzare singolarmente alcuni aspetti di SAO nel dettaglio:

La Trama (Per modo di dire eh!)

La trama di SAO, è basata su un contesto semplice ma carino: Durante il lancio di un gioco in realtà virtuale (Sword Art Online appunto), si scopre che tutti i giocatori resteranno bloccati all’interno del gioco, finchè esso non verrà completato, in caso il caschetto-visore indossato dai giocatori nella vita reale venga rimosso, ad essi si friggerà il cervello, inoltre se moriranno all’interno del gioco, moriranno anche i loro corpi reali. Fin qui la trama sembra semplice, ma con delle basi per un proseguimento carino, o almeno così sembra, il nostro protagonista, Kirigaya Kazuto alias “Kirito” (Kazuto solo di nome eh!) dovrà far di tutto per riuscire a completare il gioco, e da qui tutto diventa piatto, sottile e lineare al massimo:
1) Kirito comincia la sua avventura
2) Durante l’avventura conosce bimbette random che “Inaspettatamente” si affezioneranno a lui
3) Finito con una bimbetta si passa a quella successiva, finchè non si raggiunge Asuna che “Inaspettatamente” si innamorerà di lui
4)Comincia la Coinvolgente ed Appassionante parte in cui:” Asuna fa la tsunderina – Asuna si innamora – Kirito è gay” il tutto accade in modo rapido, scontato, PRIVO DI EMOZIONI e fine a se stesso, fine a se stesso perchè nonostante sia ovvio che i due debbano innamorarsi, ci si aspetta almeno delle scene giusto un po’ appassionanti e una storia d’amore decente… No, si innamorano perchè è così che deve andare, con delle scene, frasi e siparietti ridicoli, che di coinvolgenti non hanno nulla. Un po’ come quelli che si trovano OVUNQUE, dai banalissimi Ecchi ad altri generi che, bisogna sottolinearlo, hanno queste scene scontate perchè effettivamente non puntano sulla storia d’amore, e dunque è logico che essa sia fatta in questo modo.
5)Kirito sconfigge il cattivone che ha creato il gioco che, alla domanda: “Perché hai fatto tutto questo?”, risponde con un “LOL SCHERZO EPICO FINITO MALE XD XD Non mi ricordo”, ma attenzione ragazzi! Non è un “Non mi ricordo” che ha un suo perchè, o comunque vuol far riflettere su qualcosa, vi giuro, ho passato interi giorni a provare a dare un significato a quella frase, pensavo fra me e me che fosse impossibile che l’autore di un’opera tanto acclamata, fosse rimasto senza idee e abbia sparato quella frase perchè non sapeva cos’altro mettere, tuttavia nulla ragazzi, il vuoto assoluto.

6) Tutto è bene quel che fini-EEEH! VOLEVI che sta merda finisse qui! Invece no, Kirito completa il gioco ma Asuna è prigioniera in un altro, dove ci stanno le fatine ed un altro cattivone che vuole sposarla, la faccio breve: Si riparte dal punto 1, stavolta però non c’è pericolo di morte e si può uscire, al posto delle bimbette c’è la sorella di Kirito (Che poi è sua cugina o roba simile), che riflette su di un possibile incesto, tuttavia Kirito sconfigge anche stavolta il cattivone di turno e salva Asuna. Si continua con Gun Gale Online e un altro credo, però ragazzi abbiate pazienza, l’articolo è su SAO e io non ho voglia di buttar via la mia vita così.

“Personaggi stereotipati e privi di personalizzazione Starter Pack”

Non mi dilungo nemmeno troppo sui personaggi, troviamo Kirito che è il classico “Protagonista onesto-bravo-di buoni propositi-sempre pronto ad aiutare”, rigorosamente privo di carisma e personalità, senza stile e tratti distintivi, insomma, il classico protagonista messo in ogni anime/manga medio. Le bimbette che si innamorano di Kirito, le classiche tsunderine/timidine, messe lì per aggiungere altre bestie alla fauna di sta roba, ovviamente una volta finito il loro turno con Kirito, cadranno nel dimenticatoio, per poi ricomparire tutte insieme come per dire “Non ti scordare di quelle friendzonate”. Asuna alias “Quella principale che alla fine si mette col protagonista” e basta. Ci sono poi un paio di amichetti del protagonista, ma contano davvero così poco e sono talmente dimenticabili… che non li ricordo più.

Vabbé dettagli…

In conclusione (Per fortuna)

Mi sono già dilungato abbastanza sul ripetere la banalità, la scontatezza e la poca originalità di SAO, ma tutto quello che vorrei semplicemente far capire è che: Ognuno ha i suoi gusti, la trama di SAO può anche piacere, ma non si può assolutamente dire che sia profonda e coinvolgente, quando essa altro non è che l’ennesima storiella usata ovunque. I personaggi di SAO possono anche piacere, ma non si può assolutamente dire che essi siano ben caratterizzati o comunque con un loro tratto distintivo, visto che oltre ad essere stereotipati al massimo, privi di carisma e personalità, non vengono nemmeno approfonditi personalmente. La mini storiella d’amore fra Kirito e la sua squinzia può anch’essa piacere, ma nemmeno qui si può dire che essa sia anche solo un briciolo appassionante o che dia una qualche sorta di emozione, poichè ripeto per l’ennesima volta essere: Banale, scontata, ridicola e fine a se stessa.

Questo mio primo articolo su “Critical Room” termina qui, vi chiedo da subito scusa se è strutturato male e con espressioni/frasi poco chiare ma… abbiate pazienza, è il mio primo articolo personale! A forza di fare recensioni stavo perdendo la mia “umanità”, diventando come il Robot-Killer della pubblicità delle Poste Italiane, dunque devo ancora imparare ad esprimere bene le mie opinioni ed i miei pensieri su di un articolo. Spero comunque che quest’ultimo vi abbia strappato almeno una risata, e che vi abbia fatto capire il perchè della mia opinione, detto questo grazie a tutti e alla prossima critica!


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