The Surge 2

Ecco che arriva sugli scaffali The Surge 2, ultima fatica prodotta da Focus Home Interactive che tenta finalmente di dare quell’esperienza action-rpg, o souls-like (se meglio credete) capace di colpire appieno il giocatore. Difatti siamo di fronte senza dubbio alla prova della verità ma soprattutto della maturità per Deck13 che dopo Lords of The Fallen e il primo The Surge, cerca questa volta, riproponendo quello che è stato un discreto ma comunque il loro migliore successo. Le novità sono tantissime infatti, questa volta avremo tra le mani un personaggio creato da zero, una effettiva open-map con la realizzazione di Jericho City, composta di distretti, parchi naturali, sotterranei, metropolitane e quant’altro. “Rise and Shine” diceva G-Man a Gordon Freeman all’inizio di quel capolavoro di Valve che era Half Life. Per cui “Rise and Shine” con The Surge 2.
Saranno riusciti a splendere i ragazzi di Deck13?

The Surge 2

Il fiore all’occhiello di tutta la produzione

The Surge 2 fin da subito ci vuole far capire da dove gli sviluppatori sono ripartiti ma subito anche che direzione hanno voluto prendere. Creato il nostro personaggio attraverso un editor non profondissimo ci troveremo intrappolati in una prigione dopo un incidente aereo che ci ha visti sopravvivere assieme ad una ragazzina, Athena, che sarà misteriosamente connessa al nostro destino; non dovremo fare altro che scappare, armati inizialmente di due defibrillatori e muovere finalmente i primi passi a Jericho City. Il tutorial , ben realizzato,ci mette di fronte fin da subito ai pericoli che dovremo affrontare ma soprattutto alle basi del sistema di combattimento e alle sue finezze. Come sempre avremo un colpo leggero e un colpo pesante, due stringhe di combo molto semplici e la possibilità di fare una parata direzionale. Tutto nella norma dunque. I ragazzi di Deck13 sono infatti ripartiti dallo scorso capitolo. In The Surge 2 il target su di un nemico potrà essere spostato con l’analogico destro sulle diverse parti del corpo che lo compongono. Concentrandosi su una sola area e portandola a 0 HP potremo infatti consumare una barra di batteria per amputarla con una finisher. L’esecuzione sul nemico avverrà in maniera spettacolare e concederà un momento di invulnerabilità durante la realizzazione.

The Surge 2

Il gioco in certi casi inoltre ci regalerà degli slow motion di grande impatto ma che alla lunga possono stuccare il giocatore, cosa per il quale Deck13 ha ben pensato di inserire nelle impostazioni la possibilità di regolare la frequenza di questi slow-motion durante le esecuzioni, dato che ne faremo in continuazione vista la centralità che hanno per la progressione del nostro personaggio. Ogni nemico infatti avrà arti scoperti, arti coperti da pezzi di armatura o arti corazzati. Amputare l’area del corpo protetta da una corazza ci permetterà di raccoglierne il progetto, in caso non l’avessimo ancora ottenuto, e poi di ottenere costantemente i pezzi necessari sia per il crafting che per il potenziamento delle varie protezioni. Il gioco inoltre permette di costruire simultaneamente tre build, intercambiabili rapidamente nel menù; cosa che aumenta ulteriormente la dinamicità di una struttura che non possiamo che apprezzare davvero a fondo. Il tutto crea un sistema fluido, profondo, dotato di finezze interessanti e che funziona a tutto tondo.

The Surge 2

Progressione e creazione del personaggio

Il nostro personaggio non avrà uno sviluppo marcatamente GdR, le caratteristiche che potremo incrementare saranno soltanto tre e concerneranno le tre barre che abbiamo a disposizione, salute, stamina e infine batteria, legata all’utilizzo degli impianti e delle esecuzioni. Le caratteristiche legate invece al danno, alla resistenza ai colpi e alla rapidità del nostro personaggio saranno invece tutte responsabilità dell’equipaggiamento di cui ci doteremo. Comprese le armi, presenti in grande quantità, e in diverse tipologie piuttosto classiche come, a una mano, lance, bastoni, martelli pesanti, martelli leggeri, guanti d’arme, armi doppie e così via. In The Surge 2 infatti la scelta di ciò che il nostro personaggio indosserà è fondamentale. Nel gioco saranno presenti diversi set di armature di cui potremo craftarne i sei pezzi necessari, 2 per le braccia, 2 per le gambe, un’elmo e una corazza per il busto, a patto chiaramente di essere in possesso dei diagrammi relativi. Ogni set di armatura inoltre porta con se due effetti passivi, che si attiveranno in caso si indossino sempre più pezzi dello stesso set.

The Surge 2

La combinazione tra arma e armatura è decisiva per lo stile che vorremo utilizzare nelle nostre run, soprattutto visto anche come determinate armature vadano a modificare i moveset dell’arma stessa, rendendo il tutto davvero molto dinamico ma soprattutto più profondo e complesso del previsto. Infine a completare il nostro personaggio ci saranno altri due elementi, gli impianti e il drone. Come nel precedente capitolo infatti avremo la possibilità di inserire gli impianti, divisi in amplificatori e iniettabili. I primi sono sostanzialmente dei buff mentre i secondi costituiscono abilità utilizzabili con il consumo di una tacca di batteria. Tra gli iniettabili infatti avremo la cura, accessorio fondamentale in un gioco di questo genere, ma che differentemente da quello che ci potremmo aspettare, non funziona come la consueta fiaschetta Estus. Per utilizzarla dovremo alimentare le tacche della nostra batteria e consumarle per accumulare cariche, cosa che ci spinge notevolmente ad un approccio aggressivo che abbiamo decisamente apprezzato.

The Surge 2

Infine potremo in battaglia anche utilizzare il drone, un piccolo amichetto robotico che avrà in dotazione una serie di armi davvero interessanti, oltre alle solite bocche da fuoco come pistole, fucili automatici o cecchini, anche laser, granate emp, torrette, missili e quant’altro. Come potete intuire, il lavoro fatto da Deck13 in questo senso è stato encomiabile ma soprattutto calcolato sotto molti aspetti, poche infatti sono le falle nel sistema di combattimento da loro costruito. Un’unica pecca riscontrata forse sta nel bilanciamento. Molto spesso infatti la costruzione dei livelli, il sistema di combattimento e le nostre caratteristiche ci spingeranno a realizzare build basate soprattutto su armi rapide e che ricaricano più velocemente la nostra batteria visto che la parata, presente in gioco, si baserà principalmente sui riflessi e non su anche altre caratteristiche matematiche tipiche dei GdR. Si può di certo ovviare con impianti e quant’altro ma il gioco premia molto di più l’aggressività che le parate perfette.

Tanti avversari da affettare

A fronte di un combattimento davvero divertente e costruito anche su delle finezze davvero interessanti, quello su cui The Surge 2 puntava principalmente era una maggiore attenzione al design sia di nemici che delle mappe, oltre che ad un focus più importante anche sulla trama e sul mondo di gioco. Il titolo in termini di quantità di nemici e ampiezza dell’unica grande mappa (divisa in distretti) offre davvero tanto da spulciare pad alla mano. Ci troviamo infatti praticamente fin da subito dentro Jericho City, una città futuristica al collasso, minacciata sia da macchine che umani corrotti da quella che viene chiamata Scintilla, frutto di un incidente industriale interno all’azienda CREO. Il nostro obiettivo è scoprire come risolvere l’imminente apocalisse causato dalla proliferazione della Scintilla ma soprattutto dall’utilizzo che vogliono farne un gruppo di squilibrati, i Fanatici.

In parole povere siamo chiamati ancora una volta a salvare il mondo. Il gioco ci metterà di fronte subito alla prima delle numerose MedBay sparse nei vari luoghi più significativi di Jericho. Le MedBay non sono altro che i nostri luoghi di ristoro dove poter ristabilirci ma soprattutto dove poter spendere gli scarti tecnologici ottenuti dai massacri che compiremo lungo l’area sia per salire di livello e aumentare le nostre caratteristiche che per creare e potenziare armi e armature. Entrare in una Medbay resetterà l’area di gioco, ricompariranno tutti i nemici da noi uccisi e così via, nello stesso identico modo in cui ormai i vari souls-like ci hanno abituato. Jericho city infatti pullula di avversari piuttosto pericolosi ma soprattutto vari. Allo stesso modo, la nostra morte ci farà perdere tutti gli scarti tecnologici in nostro possesso, che potranno essere recuperati tornando sul luogo in cui siamo stati sconfitti, a patto però di farlo entro un limite di tempo di 2 minuti e mezzo.

In The Surge 2 la quantità di nemici che avremo di fronte è davvero soddisfacente e nonostante un design poco ispirato, offrono moveset e situazioni sicuramente interessanti da fronteggiare. Tutti avranno pattern particolari che cambiano a seconda della loro dotazione ma soprattutto saranno molto aggressivi. Peccato per l’IA, davvero foriera di bug, visibili soprattutto con i nemici umani in certi casi bloccati e ridotti a semplici manichini d’allenamento. Combattere però è davvero divertente e muoversi sinuosamente amputando senza sosta i nostri avversari è davvero soddisfacente, divertente e gratificante. Seppur la parata non sia così decisiva, vista l’aggressività con cui sia i nemici ci attaccheranno e con cui spesso noi saremo invogliati ad ingaggiare per cercare di avere sempre a disposizione le cure, riuscire a portare a segno dei parry perfetti è sicuramente appagante dato che non si tratterà semplicemente di premere il tasto della parata nel momento esatto ma anche di farlo intuendo la direzione del colpo premendo l’analogico destro verso il lato dell’attacco sferrato dal nemico. La parata perfetta inoltre aumenta la carica della batteria tentando di bilanciare in questo modo la situazione che vi abbiamo descritto poco sopra, non riuscendoci però appieno.

Per chiudere la questione dei nemici, chiaramente dobbiamo ancora parlare degli immancabili boss. Sono sicuramente molti, alcuni decisamente ispirati rispetto ad altri meno impegnativi ma soprattutto in certi casi riciclati da alcuni nemici base che troveremo lungo il nostro impervio cammino. Un aspetto particolare ma legato purtroppo a quei problemi di bilanciamento di cui vi abbiamo parlato è come il primo grande boss che incontreremo, Little Johnny (l’essere tentacolare in copertina), risulta essere senza dubbio il più complesso e quello che ci costringerà a provare e riprovare più volte lo scontro. Ciò avviene sia per una difficoltà elevata che per una build nostra inevitabilmente ancora ai primordi. Avremo vita leggermente più facile con i successivi boss, specialmente quelli umani, ma non mancheranno sicuramente i momenti in cui, calendario alla mano, elencheremo a ripetizone nomi di Santi e Sante. In ogni caso la difficoltà generale del gioco è medio-alta e calibrata abbastanza bene. I nemici puniranno duramente i nostri attacchi più sfrontati portandoci a 0 HP molto velocemente ma allo stesso tempo il gioco non offrirà situazioni sfiancanti ed esasperanti, specialmente dopo che cominceremo a padroneggiare con più facilità il sistema di combattimento. I boss potevano, anzi dovevano, disporre di qualche asso nella manica in più, un peccato visto che sarebbe stato davvero interessante riuscire a sfruttare tutte ciò che Deck13 ci ha messo a disposizione.

The Surge 2

Design e aspetto tecnico

Jericho City e le sue macro aree, i distretti, invece sono stati progettati in modo piuttosto ingegnoso vista la presenza in grandissime quantità di scorciatoie che diminuiscono in modo significativo la tediosità del backtracking che andremo a fare anche dettati da ciò che missioni principali e secondarie ci comandano di fare. Purtroppo però i distretti a livello di design non sono stati costruiti perfettamente, le aree esplorabili sono molto limitate e offrono poco spazio all’iniziativa, inoltre la realizzazione artistica delle stesse non è sicuramente molto ispirata cosa che porta in alcune zone, in particolare ad esempio come quella del parco naturale, ad una scarsa riconoscibilità dei luoghi. Capiterà infatti molto facilmente di perdersi temporaneamente visto come difficilmente molti luoghi siano identificabili l’uno dall’altro. Una carenza piuttosto significativa in un titolo che propone una mappa di gioco seppur non incredibilmente ampia, comunque piena di vicoli, scorciatoie e piccole zone segrete.

Da apprezzare sicuramente la grande quantità di missioni secondarie inserite e di qualche PnG più interessante rispetto agli altri, persino più di quelli che dovrebbero essere i personaggi principali. Le quest sono davvero tante, magari non varie in termini di tipologia, ma aumentano molto le ore di gioco in caso volessimo completare del tutto il titolo. Infatti portare a termine la campagna principale senza prestare attenzione alle missioni secondarie e al farming impiegherà all’incirca 20 ore, un tempo sicuramente non incredibile per il genere, il tutto però può aumentare facilmente fino alle 30 ore, senza contare la possibilità di accedere al New Game+. La realizzazione artistica, che doveva essere uno dei punti focali di questo secondo capitolo, sfortunatamente non è riuscita. Sia trama che ambientazione risultano piuttosto deboli sia da un punto di vista di impatto visivo che di interesse per il giocatore. Si poteva fare sicuramente molto di più visto soprattutto un background narrativo comunque particolare e molto studiato dagli sviluppatori data la grande quantità di audio e indizi sulla “lore” disseminati lungo tutta l’area di gioco.

The Surge 2

Lo scarso impatto che si percepisce inoltre è probabilmente anche dovuto e amplificato da un lato tecnico mediocre. Graficamente il gioco non si presenta sicuramente in pompa magna ma se siamo disposti a sopportare una carenza tecnica, visto anche il budget a disposizione e il genere di riferimento, siamo un po’ meno propensi a farlo di fronte ai problemi di performance del gioco, sia su console che su PC con configurazioni medio-alte. Su console avremo due modalità grafiche tra cui scegliere, una prestazioni e una qualità. La prima purtroppo è quella per cui optare, difatti in modalità qualità il gioco avrà degli sbalzi di frame fastidiosi e a tratti davvero insopportabili. Soprattutto visto che la stabilità, almeno sui 30 FPS è necessaria per un action-gdr di questo tipo. Peccato perché in “qualità” il titolo in certi casi riesce anche a valorizzare i pochi guizzi artistici che i Deck13 sono riusciti ad inserire, oltre ad offrire degli effetti particellari sicuramente più d’impatto. Ad ogni modo si respira un’aria di realizzazione purtroppo grossolana e poco rifinita. Sia il nostro personaggio che quelli principali, dispongono di texture davvero imperfette, cosa che lascia un po’ basiti, visto che almeno le armi e le armature sempre in primo piano che avremo sarebbe stato molto più bello poterle apprezzare visivamente. Anche tecnicamente il gioco funziona a singhiozzi, specialmente sulle collisioni e negli spazi ristretti sulla telecamera. Non mancano infatti i bug legati al posizionamento dei nemici durante le esecuzioni o che questi si blocchino su alcune strutture calcolate male poligonalmente. Incomprensibile inoltre l’inserimento di alcuni nemici in determinati corridoi stretti, dato che qui manovrare la telecamera si è rivelata una missione davvero complessa.

Conclusione

The Surge 2 doveva essere la prova della maturità di Deck13, purtroppo non possiamo fare altro che rimandare al prossimo titolo la questione. Il gioco è indubbiamente valido; gli sviluppatori sono stati in grado di apportare delle migliorie ad un sistema di combattimento che possiamo tranquillamente definire se non il più profondo, sicuramente uno dei più divertenti nel panorama di riferimento. Muoversi e amputare arti a Jericho City è stato più appagante del previsto. Peccato però alcuni problemi di bilanciamento, non tanto perché rovinino l’esperienza di gioco quanto perché si tratta di questioni risolvibili davvero con qualche accortezza in più. In termini di design The Surge 2 è purtroppo un’esperienza soltanto sufficiente, con nemici e situazioni di pericolo che potevano essere esplorate ancora più a fondo per valorizzare ancora di più l’ottimo lavoro fatto sull’ossatura di un gioco di questo genere, il sistema di combattimento. La stessa aria purtroppo si respira sul lato tecnico, il quale da una parte amplifica la scarsa espressività sia del mondo di gioco che della narrativa e dall’altra ci pone davanti un titolo che sembra in molti casi davvero poco rifinito, soprattutto per quanto riguarda le texture. The Surge 2 si è rivelato pertanto un titolo dotato di alti e bassi piuttosto significativi; un sistema di combattimento tra i migliori del genere si fonda con un design zoppicante e una realizzazione tecnica insoddisfacente portandoci dunque un gioco indubbiamente divertente e consigliabile a qualunque fan del genere ma che non possiamo purtroppo annoverare come quella prova di maturità che tutti ci aspettavamo da Deck13. Sarà dunque per la prossima volta.

Link Steam

The Surge 2

7.4

Narrativa

6.9/10

Gameplay

9.0/10

Comparto tecnico

6.5/10

Design e comparto artistico

7.0/10

Pros

  • Sistema di Combattimento davvero ben realizzato
  • Tanti nemici, tante armi e tanti approcci
  • La mappa aperta è stata un'ottima novità
  • Background comunque particolare

Cons

  • Comparto tecnico da rivedere
  • Design dei nemici e della mappa insoddisfacente
  • Qualche piccolo problema di bilanciamento
  • Realizzazione artistica e narrativa piuttosto debole

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