Prima di immergervi in questo splendido articolo,  consiglio a tutti di cliccare su questo link ( che ho preso apposta per voi ) che è il perfetto sottofondo per ciò che andrete a leggere 😉

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Quando vidi per la prima volta il Trailer di questo film rimasi davvero sorpreso. Era curiosa come storia e non avevo mai visto Jim Carrey ( attore che personalmente adoro) interpretare un ruolo così profondo e lontano dai suoi canoni umoristici tradizionali. Quindi il  vederlo era d’obbligo u.u

L’idea che avvolge questo film è geniale, l’idea di prendere un bambino e farlo nascere in un gigantesco reality televisivo nel quale tutto è sotto controllo e tutti sono degli attori a sua insaputa, è inquietantemente sensazionale. L’enorme e superficiale mondo che il regista riesce a costruire intorno alla genuina figura di Truman è perfetto, anche fin  troppo.

Questa perfezione la si può evincere attraverso i tanti dettagli che rivestono la storia e le numerose scene…ma…
Soffermiamoci per un’istante…
Soffermiamoci e cerchiamo di comprendere ciò che ci viene proposto, ciò che ci sfila con naturalezza sotto agli occhi:
Questo è un film con propositi ed idee non troppo lontani dalla nostra realtà, un film non troppo immaginario, un film con un potere da non sottovalutare…il  potere di suscitare dubbi nella mente dello spettatore.
Questo enorme show televisivo che ruota intorno alla vita di Truman è inquietante e realistico, e ci viene mostrato sia dal punto di vista dello spettatore che del protagonista stesso.
Tutto è falso, tutto è artificiale, tutto quello che il nostro protagonista ha fatto durante la sua vita è  solamente il frutto di scelte controllate dall’alto, dal creatore del programma  ( Christof ).  La sua vita matrimoniale, le sue interazioni sociali, la sua vita accademica prima, e lavorativa dopo, non sono altro che la rappresentazione simbolica delle catene a cui è legato giornalmente. Tutta la perfezione che lo circonda lo conduce ad uno stato di perpetua solitudine.
L’obbiettivo ultimo del programma è quello di rappresentare la verità, inserire la genuinità naturale nella non consapevolezza, in un ambito artificialmente controllato, riuscire a rendere il vero più vero che un reality abbia fatto…Truman, True Manuomo vero, appunto.
L’enorme potere sulla vita di Truman e il più completo controllo,  si possono evincere dalla fobia raggelante che il nostro protagonista ha verso l’acqua. Trauma infantile innescato biecamente da Christof , per eliminare ogni suo tentativo di fuga dalla città via mare.
La straziante e simbolica scena della morte del padre, affogato per via di una tempesta improvvisa, ha mutato la sua essenza ed il suo rapporto con le barche, rendendogli quasi impossibile ogni idea di fuga dall’isola del programma.
Una delle caratteristiche più belle di questo film è senza dubbio la cura dei dettagli, sia nei paesaggi che dei personaggi stessi:
Le apparizioni sempre  guarnite di birra del suo migliore amico, inquadrato sempre dal giusto lato, che continua a mostrare le diverse marche alcoliche alle telecamere nascoste, le idee ed i consigli per la casa della moglie in stile televendita, i due gemelli che spingono continuamente il nostro protagonista sui cartelloni pubblicitari per parlargli di cose normali così che i cartelloni possano essere visti da tutti…
Tutti vogliono convincerlo a restare lì dentro, poiché il programma è, secondo loro, il luogo più sicuro per lui…
Questa non è altro che la rappresentazione di ciò che succede anche nella realtà dei giorni nostri…quando dall’alto, qualcuno di indefinito vuole convincerci a restare fermi scatenandoci paure interiori…ed è proprio nel momento stesso in cui ci rendiamo conto di  questo meccanismo del film, che Truman si tramuta nella rappresentazione di ciò che noi vorremmo essere…liberi !
Il fatto che lo show vada avanti in continuazione, che la vita di questo semplice uomo venga trasmessa 24 ore su 24 è ancor più alienante, poiché ciò che ci viene mostrato non è altro che la NOSTRA vita , nulla più e nulla meno…e noi stiamo li, fissi davanti allo schermo, a guardarla…a guardare ciò che protremmo vivere
La grande sfida che si ritrova ad affrontare il regista è proprio quella di riuscire a fare cinema e TV contemporaneamente
L’elemento che porterà il nostro prigioniero alla ricerca della fuga sarà l’amore: un sentimento semplice ed al contempo potente, così potente da smuovere tutto il mondo.
Truman si innamora di una ragazza, ma purtroppo è la ragazza sbagliata, la ragazza che Christof non aveva scelto per lui ed è proprio grazie a questo “fuori programma “ che riesce ad aprire gli occhi, a far breccia in quel muro invisibile che lo tiene intrappolato a sua insaputa.
Una delle scene più rappresentative è, secondo me  quella iniziale, la scena del proiettore:
Ci viene mostrato Truman che come ogni mattina esce di casa con la sua classica frase
“Buongiorno…e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte”
Con il suo enorme e bianco sorriso. Dopo aver salutato i vicini avviene però qualcosa di insolito, qualcosa che muterà per sempre lo sguardo del nostro eroe. Mentre si accinge ad entrare in macchina, qualcosa precipita dal cielo, qualcosa di metallico ed indefinito: un proiettore, probabilmente staccatosi dalla cupola artificiale che circonda l’isola del programma. L’espressione di Truman cambia, muta, il dubbio lo assale, non riesce a capacitarsi di quello che è appena avvenuto, ed è proprio qui che quel semplice oggetto caduto dal cielo si tramuta in qualcosa di diverso, diventando più di un semplice proiettore ma…l’inaspettato coltello che squarcia il velo delle apparenze, che squarcia la bandana che ha da sempre celato la verità ai suoi occhi, una scena unica, spettacolarmente simbolica.
La scena però più bella in assoluto è la finale…visto che però non tutti hanno avuto la fortuna di vedere questo splendido film non obbligherò nessuno a leggerla, anche se non posso evitare di parlarne. Quindi, se non lo avete mai visto, saltate direttamente questa parte:
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SPOILER!
Truman, contro ogni aspettativa di Christof, ruba una barca e tenta una fuga notturna.
Dopo una disperata ricerca, tentano, attraverso il controllo del mare e del vento di farlo cedere, di spaventarlo fin  quasi ad ucciderlo con una enorme tempesta, ma lui non cede. Procede dritto, a vele spiegate, e col sole che lo illumina, quando… finisce contro il cielo
Il cielo non è altro che un’enorme muro di compensato…è finto, costruito…non è altro che la rappresentazione stessa dei suoi limiti interiori. Il riuscire a toccare qualcosa di così infinito…scoprire che in realtà è finto, crea in Truman una consapevolezza superiore e differente. È riuscito ad andare oltre il limite della paura, alla ricerca della felicità è della libertà personale…”
È interessante notare come anche noi, spettatori esterni, al termine restiamo per qualche secondo li, fermi, a guardare i titoli di coda, in attesa di qualcosa, in attesa che continui
L’unica che riesce a spezzare questo legame passivo con la TV è la donna innamorata di lui. Gli corre incontro…preferendo la vita reale a quella superficiale.
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Truman non è altro che il simbolo di ciò che dovremmo essere, andando contro tutto ciò che ci viene detto da fuori, da coloro che ci manipolano silenziosamente dall’ombra e ci mostrano la realtà attraverso i loro canoni distorti.
Un film sensazionale e profondo, un film che riuscirà a suscitarvi delle emozioni e sensazioni fuori dal comune. Davvero unico.

Amo l’arte in tutte le sue forme! La poesia dei colori che va fondendosi con la passione del creare qualcosa di nuovo e mai visto!
E’ tutta la vita che cerco un modo di volare e penso di essermici avvicinato parecchio con la scrittura <3

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