Premessa: Quello che andrete a leggere rispecchia il singolo pensiero di una persona. Le parole ivi scritte nascono da una visione parziale della settima stagione (puntate uscite fino a questo momento), fino a naufragare nell’opinione personale. Per tanto, vi invito a non lanciarvi nel torbido acquitrino del bigottismo di gusto, fino a giungere ad un confronto pacifico e costruttivo.

 

Partendo dalla visione degli ultimi episodi usciti, e rivestito della speranza più vera e sincera verso una serie che ha tanto da offrire, in termini narrativi, voglio muovere la lente critica verso alcuni dettagli, che, dal mio punto di vista, stanno cambiando la concezione del tutto, fino a trasporlo su effetti molto diversi da quelli a cui siamo stati abituati negli anni.

Questa settima stagione, fino a adesso, ha puntato moltissimo sull’estetica del momento, sulla spettacolarizzazione delle scene, mettendo da parte l’acutezza dei dialoghi, e lo sviluppo narrativo di alcuni personaggi che, ora come ora, hanno assunto le veci di apparizioni, divenendo secondari, di sfondo.

La “lentezza” narrativa delle prime stagioni è stata sostituita da un pressappochismo esibizionista. Moltissime cose non vengono più spiegate, devi accettarle così come sono, senza troppi approfondimenti, in una continua corsa verso sviluppi immediati. Come a voler recuperare un qualcosa, o a portare equilibrio nell’andatura evolutiva che cinge gli eventi.
La struttura stessa del tutto, sembra quasi perdere la sua identità. Con una divisione in fazioni, molti personaggi stanno diventando sempre più trascurati, simili a macchie, con poche battute, pronte ad accompagnare i Veri protagonisti.  Non abbiamo più una moltitudine di strade, il mondo è sovrastato dalla strategia militare e dalla paura verso un qualcosa di sempre più “vivo” e presente, pressante e reale che mai. Infarcito da una moltitudine di citazioni al passato, richiami di montaggio ed omaggi.

Ecco!
Questo è un dettaglio del tutto nuovo. Le storie di Martin, di solito, sono popolate da diversi personaggi principali che vanno ad incrociarsi. Nella serie odierna, sembra quasi esserci un’importanza determinata dagli eventi del momento, un’importanza invadente che, in alcuni casi tende ad oscurare l’individualismo del singolo, spingendo verso congetture, suggerimenti e fan service. E’ inutile nasconderlo…alcuni personaggi sono più seguiti di altri, dato che il loro ruolo muove più fili, assumendo un valore maggiormente rilevante in termini di visibilità.

 

Gli sviluppi televisivi appaiono, in questo modo, quasi prevedibili, con una personalità che tende ad inseguire il pensiero comune dei telespettatori, senza riuscire, però, davvero a scuoterli. In un susseguirsi di colpi di scena ed evoluzioni dal sapore familiare, studiati per accontentare, saziare e stupire, senza troppo riflettere.

…quando la mancanza del tocco di uno scrittore risuona nel vuoto di un qualcosa di lontano…

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