Valorant

Riot Games ha finalmente svelato il tanto vociferato Project A, lo sparatutto tattico free-to-play che si presenta sotto il nome di Valorant. Si tratta come già detto di uno sparatutto in prima persona dove due team da 5 membri si fronteggiano in diverse modalità. Qui sotto vi lasciamo subito il primo filmato rilasciato da Riot Games.

Come avrete visto ci sono due team da 5 giocatori combattere con personaggi dalle diverse abilità. Se però la premessa può farvi pensare ad uno sparatutto alla Overwatch a quanto pare Riot Games sta provando a sviluppare un competitor più diretto di Counter Strike: Global Offensive, il celebre sparatutto competitivo di Valve. Infatti, pur avendo la presenza di eroi con differenti abilità il gameplay di base legato ai movimenti, al feeling delle armi, alla resistenza ai colpi e alle modalità disponibili sembra essere molto più vicino a quello di Counter Strike che a quello dello sparatutto a squadre di Blizzard. Come sottolineato nella didascalia del video su Youtube il gioco sarà disponibile in questo 2020 e stando anche alle parole contenute nel sito ufficiale del titolo, la formula con la quale Riot Games rilascerà Valorant sarà praticamente la stessa di League of Legends. Dunque un free-to-play con le micro-transazioni presumibilmente legate a elementi cosmetici per personaggi e per l’account. Quello su cui però la compagnia punta è sopratutto sull’accessibilità e la fruibilità; queste infatti sono le parole contenute sul sito:

Ecco cosa pensiamo che ci voglia per convincervi a investire su questo gioco: server con 128 di tickrate, almeno 30 fps su buona parte dei computer con i requisiti minimi (anche di dieci anni fa), da 60 a 144 fps sulle configurazioni moderne, una diffusione capillare di datacenter in tutto il mondo con l’obiettivo di mantenere sotto i 35 ms i giocatori nelle più grandi città del globo, un netcode sul quale lavoriamo ossessivamente da anni e un impegno concreto sullo sviluppo di un anti-cheat efficace sin dal primo giorno.

FONTE

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