VALORANT

Con tre giorni di Closed Beta sulle spalle e tante partite completate è arrivato il momento di parlare delle nostre prime impressioni sul nuovo FPS tattico di Riot Games, VALORANT. Si tratta del primo vero passo della compagnia fuori dal successo mondiale di League of Legends visto che sia Legends of Runeterra che Teamfight Tactics fanno infatti parte dello stesso universo. L’annuncio di VALORANT, pur sotto le spoglie del famigerato Project A ormai risale al novembre scorso, momento in cui durante il proprio decennale Riot ha parlato del proprio futuro e dei suoi prossimi progetti. Dunque, vediamo quali sono pregi, difetti e caratteristiche di questo nuovo ambizioso titolo.

VALORANT

Partiamo subito dal modello commerciale, VALORANT infatti ricalca il sistema applicato su League of Legends, il gioco sarà totalmente gratuito, così come tutti gli eroi, gli unici contenuti che saranno oggetto di microtransazioni sono i cosmetici. Se avete familiarità col sistema di LoL, questo è esattamente lo stesso. Dopotutto squadra che vince non si cambia.
Ma cosa è VALORANT? Come già accennato si tratta di un FPS tattico dove due squadre da 5 giocatori combattono al meglio delle 25 su una mappa, all’interno della classica modalità Cerca e Distruggi. Si è parlato molto negli scorsi mesi dei punti di riferimento presi da Riot per lo sviluppo di VALORANT, anche con ironia, accostandolo a Overwatch, Rainbow Six: Siege, Dirty Bomb, Counter Strike: Global Offensive e così via. Dopo tante ore di gioco possiamo tranquillamente dire che il target o comunque la vera ispirazione arriva proprio dal colosso di Valve che sopravvive in grandissima salute ormai dal lontano 2012.

VALORANT

Dividiamo dunque in due il gameplay e partiamo dai personaggi e le loro abilità; primo e ultimo punto di raccordo con Overwatch. In VALORANT avrete la possibilità di scegliere tra dieci personaggi, tutti dotati di 4 abilità uniche. Per quello che abbiamo potuto vedere il bilanciamento è stato fatto in maniera davvero attenta e scrupolosa, ogni abilità ha un suo preciso obiettivo tattico e in effetti molte di esse servono per sostituire il ruolo che in Counter Strike avevano le granate. Dunque molte abilità saranno fumogene, flashbang o stordenti, tutte con un funzionamento diverso . Un esempio, Viper avrà nella sua dotazione una granata incendiaria e una fumogena, entrambe però velenose e che fanno danni nel tempo ai nemici che ci passano attraverso, oppure la fumogena di Cypher, attivabile a proprio piacimento e che può rallentare i nemici al suo interno. Sono poche le abilità che fanno danni ingenti e quelle che li fanno sono estremamente leggibili e lente per cui hanno più la funzione di stanare il nemico dietro all’angolo che non ne vuole sapere di venire fuori. Scordatevi dunque, abilità in grado di fare uccisioni multiple o singole da sole alla Overwatch; ogni singola mossa è counterabile ed ha esplicitamente una funzione tattica. In questo modo Riot, sperando che continui con un rilascio ben cadenzato dei contenuti e senza fretta, è riuscita a evolvere in un certo senso il gameplay di Counter Strike, senza snaturarne la tatticità con abilità troppo potenti e rendendolo così più dinamico.

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Passiamo dunque allo shooting, il vero cuore pulsante del gioco. In VALORANT o avete familiarità con Counter Strike e i suoi, pochissimi, simili oppure farete grande fatica. Movimento e gunplay provengono direttamente dal titolo Valve, con poche differenze, ma comunque significative per chi ha familiarità con questa tipologia di giochi. Pertanto termini come bunnyhop, peak, eco round faranno il loro ingresso anche qui. Come in Counter-Strike avrete la possibilità di comprare la dotazione nell’apposto menu: arma principale, secondaria e al posto dell’equipaggiamento tattico avrete le abilità. Differentemente da CS però, potrete muovervi durante le vostre spese e avrete circa 20 secondi per compiere i vostri posizionamenti lungo le mappe, che ovviamente avranno un limite.

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Per farvi un breve riassunto, negli FPS tattici di questo tipo, sparare in movimento o in salto è praticamente inutile, il rinculo dell’arma ha una percentuale di casualità da controllare e dunque sarà necessaria una mira estremamente precisa. Le armi presenti in VALORANT hanno praticamente tutte il proprio corrisposto in Counter-Strike, allora ecco che lo Sheriff corrisponde praticamente alla Deagle, il Vandal all’Ak, il Phantom all’M4, l’Operator alla mitica AWP e così via. Anche tra le armi, che si dividono in, pistole, SMG, Shotgun, AR, Cecchino e LMG, ci sono piccole differenze con CS. Difatti, avrete con tutte, eccetto le pistole e i fucili a pompa, la possibilità di premere il tasto destro, che vi farà accedere al fuoco alternativo, che corrisponde al passare alla mira con mirino laser; si ottiene così un piccolo vantaggio di precisione sia per quanto riguarda la rosata dei colpi che per lo zoom. Alcune armi possono infatti sparare con una raffica di tre colpi, come il Bulldog, oppure cambiare la propria rosata come il pompa.

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Aspettatevi partite estremamente punitive, con una soglia di apprendimento altissima fin dall’inizio; preparatevi a venire “fraggati” se siete dei neofiti del genere senza nemmeno avere il tempo di rispondere ai colpi da chi questi giochi li mastica a colazione. Sarà impossibile sopperire ad una mira carente con le abilità dei vostri personaggi, visto che tutte hanno una funzione tattica. Anche il movimento riprende quello di Counter-Strike; una differenza che abbiamo notato è il vostro attaccamento al terreno quando si è colpiti dal nemico, maggiore di quello presente nel titolo Valve e che forse accentua ancora di più il vantaggio di colpire per primi rispetto al nemico visto che sarete in grado di rallentarlo in maniera significativa. Anche il tanto agognato bunnyhop è presente anche se abbastanza limitato rispetto a CS.

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Il design delle mappe così come quello dei personaggi è invece davvero ben realizzato. Le mappe al momento sono 3, due hanno due punti da difendere (o attaccare), una invece ne ha tre. Vi basterà una, massimo due partite per memorizzarle completamente, prova di come Riot si sia spesa in maniera certosina per realizzarle con tutte le attenzioni necessarie. Ogni “site” ha sempre due linee da difendere e in più ci sono alcune chicche particolari. Per esempio, la presenza dei teleport in Bind o delle funi, in Split. Anche i personaggi risultano abbastanza carismatici. Certo, sono sicuramente più limitati in questo senso per una bellezza grafica minore rispetto a titoli come Overwatch, ma online troverete eroi come Phoneix o Jett già spopolare su Twitch e simili.

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Eccoci dunque giunti ad uno dei punti più controversi online, la bellezza grafica. Guardando VALORANT sicuramente non verrete stupiti da particellari, da abilità incredibili da vedere o quant’altro. Si tratta ovviamente di una precisa scelta della compagnia, apprezzabile da parte di chi vuole giocare in maniera più competitiva possibile. Ogni abilità deve infatti risultare distinguibile una dall’altra, ogni punto della mappa deve essere riconoscibile e ogni silouhette deve essere chiara. In tutto ciò VALORANT fa centro al 100%. Inoltre le risorse tecniche dietro allo sviluppo sono impressionanti.

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Stiamo parlando di un tick-rate dei server, componente fondamentale per qualsiasi gioco che vuole essere competitivo, a 128, quando titoli come Counter-Strike o Overwatch hanno un valore di 64 e 62.5, oppure titoli come Fortnite e Apex Legends sono fermi a 30. In parole povere, la risposta dei server ai vostri movimenti correlata ai colpi è praticamente perfetta. Allo stesso stupefacente modo sono i server, che nonostante i problemi ovvi di manutenzione legati al Coronavirus permettono già adesso di avere ping molto bassi giocando anche con giocatori fuori dall’Europa. La stabilità di connessione e del titolo in generale è impressionante. Senza contare i requisiti minimi del titolo che praticamente permettono di giocare anche con computer di 2 se non 3 generazioni fa.

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VALORANT è il primo vero ambizioso passo che proietta Riot Games fuori dall’universo monolitico di League of Legends. L’obiettivo è chiaro, insidiare Counter-Strike. Certo, non siamo di fronte ad un titolo innovativo, si tratta di una rivisitazione dell’FPS Tattico in chiave moderna; realizzata però praticamente senza difetti, se non qualche piccolissima sbavatura comprensibile per una closed beta e oltretutto stiamo parlando di un free-to-play. I primi veri dubbi cominceranno ad alzarsi con il supporto. Difatti è estremamente complesso inserire nuovi contenuti in un titolo che deve fare del bilanciamento la sua caratteristica fondamentale. “Rompere” un FPS Tattico di questo tipo è facilissimo, basta una singola abilità mal calcolata, una modifica alla mappa o ad un arma per rovinare completamente l’esperienza, pertanto ogni nuovo rilascio dovrà essere ponderato nei più minimi dettagli. Non sappiamo dirvi se VALORANT riuscirà a sostituire Counter Strike: Global Offensive, magari i due coesisteranno insieme in futuro ma possiamo tranquillamente dirvi che se questa tipologia di giochi fa per voi, non potrete assolutamente non provarlo.

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