“Wallie: solo un altro giorno”: una graphic novel edita dalla manfont, di Walter Petrone, che sfrutta l’arte per raccontare di sé, della sua vita in un periodo difficile, avvalendosi di un alter ego molto particolare.

Una piccola premessa: nelle lunghe discussioni che ho affrontato su anime, manga, film, romanzi, ecc… con altre persone, negli ultimi anni, mi son sentita dire spesso e volentieri che fare un’opera commovente, che sappia far piangere il lettore/spettatore, sia estremamente facile, tanto che se l’autore punta unicamente ai feels, spesso e volentieri l’opera ne risente in qualità, concentrandosi su quelli e non sulla progressione della storia. Oggi posso dire con sicurezza che non la penso allo stesso modo… è anzi molto più facile creare una storia divertente, piuttosto che una drammatica, in grado di smuovere il lettore, toccandolo nel profondo. Un’opera, insomma, che sappia parlare di tematiche apparentemente banali, perché super abusate, ma tutt’altro che facili da descrivere…. Le emozioni. Perché per riuscire a far piangere uno sconosciuto, attraverso una semplice storia a fumetti, bisogna saperci mettere del proprio, saper fare un’analisi del proprio io, ed accettare di raccontare qualcosa di sé ad emeriti sconosciuti, che non sai come reagiranno.

Ho voluto fare questa premessa solo per presentare il lavoro di cui andrò a parlare, perché indubbiamente Petrone è riuscito nell’intento di toccare, quanto meno, il mio cuore.

SINOSSI:

Wallie è un uomo qualunque, vive la vita un giorno alla volta, è fidanzato con Giulia, che ama da impazzire, la sua ragione di vivere, colei per la quale trova la forza di alzarsi dal letto ogni giorno. Ma la sua vita crolla, quando Giulia lo lascia, e lui si rende conto di essere “vecchio dentro”: fatica ad alzarsi, arriva tardi al lavoro, non ama quello che fa (lavora in un supermercato), non ha hobby e interessi, soffre di attacchi di panico e di depressione… ha continue allucinazioni, non riesce ad instaurare alcun tipo di legame con nessuno, perché ne ha il terrore. E, soprattutto, quando si specchia, non vede più sé stesso, ma un uomo vecchio e solo. Inutili sembrano le conversazioni col suo amico Lupo, che invece ha successo nella vita, e col suo psicoterapeuta T rex, che dispensa consigli di cui spesso non ha veramente bisogno…

“Con questo libro il mio intento è quello di raccontare un periodo della mia vita, non dal punto di vista narrativo (sennò sai che rottura), ma raccontandone le emozioni e le sensazioni da me vissute. Per realizzare questa stramba ambizione, il fumetto è la scelta più saggia che potessi prendere, così come utilizzare Wallie, il me stesso versione fumetto che quando si guarda allo specchio si vede sessantenne, è sicuramente l’espediente migliore che potesse venirmi in mente.” (prologo alla graphic novel)

 

L’autore si mostra perciò in tutta la sua fragilità, mostrando il periodo che ha vissuto dopo la fine di una relazione importante… “L’amore sopravvive secondo un meccanismo simile a quello delle stelle… nel senso che nasce, brilla con intensità variabile, poi esplode come una supernova, trasformandosi. Solitamente nel corso di un periodo difficile che porta nuove sensazioni e, a volte, la depressione”.

 

Nonostante la tematica tutt’altro che leggera, dunque, la lettura risulta comunque veloce e piacevole, perché si ha la costante sensazione di non star leggendo un fumetto, ma di vivere in prima persona all’interno della storia, al fianco di Wallie. Tant’è vero che, arrivata all’ultimissima pagina, ho cercato di scorrere più volte, perché volevo che la storia andasse avanti, e non accettavo di essere già arrivata alla fine.

IL TIPO DI LETTORE

Penso che, a differenza delle opere di cui ho parlato precedentemente, questo titolo, per la semplicità della narrazione, vada bene per tutti, bambini esclusi. In particolare, potrebbe risultare più interessante per chiunque abbia affrontato gli stessi problemi relazionali dell’autore, perché leggere esperienze esterne può sempre aiutare a sondare i propri sentimenti.

 

 

Rispondi