Yamazaki 18 Years

Yamazaki 18 Years del Gentlemen Kaiju Club, vuole essere un’opera innovativa, capace di scavalcare qualsivoglia limite editoriale, raccontando una storia originale che sappia catturare ed appassionare tutti coloro in cerca di qualcosa di nuovo. Le suddette premesse non sono per nulla male, senza contare che il Kaiju Club vanta nomi del calibro di: Simone Di Meo, Paolo Villanelli, David Messina e Valerio Schiti, di conseguenza la qualità del prodotto è quantomai garantita.

Nonostante ciò, una volta letto quale è l’incipit della trama, vien da subito spontaneo porsi la suddetta domanda: Può una storia basata sui Kaiju che distruggono tutto, essere originale e non risultare troppo semplice e scontata? Yamazaki 18 Years può davvero soddisfare chi è alla ricerca di una buona trama? Seppur questa classica formula conservi un certo fascino che non smette mai di appassionare molti lettori, va detto che cadere nella monotonia è un attimo, quel tanto che basta per rendere un’opera prevedibile, senza offrire nulla che non sia già stato visto, di certo non adatta a chi ha voglia di novità.

Uno dei punti forti di Yamazaki 18 Years – Kaiju Edition, è senza ombra di dubbio l’universo narrativo, un universo che non segue regole specifiche e dove tutto è possibile, questo a causa di un esperimento mal riuscito, che sfocerà in un incidente dalle proporzioni immense, talmente grandi da tirare in mezzo un concetto come il multiverso. Senza andare troppo nel dettaglio per evitare spoiler, a seguito di questo “Incidente Bannister” che ha letteralmente stravolto le regole dell’universo conosciuto, ci verranno presentati una serie di capitoli con vari protagonisti, le cui storie ci permetteranno di esplorare l’oramai folle mondo, preda di enormi mostri che attaccano e distruggono intere città come nulla fosse, il tutto accompagnato da tavole ben realizzate che risulteranno un piacere per gli occhi.

Difficilmente è possibile descrivere l’universo di Yamazaki 18 Years e la sua trama, un’opera che nonostante abbia al suo interno elementi già visti come i Kaiju, riesce comunque ad avere una propria personalità, un proprio tratto distintivo che lo rende unico, grazie alle sue controverse ed improbabili situazioni, magari alcune trattate in modo veloce e raffazzonato, ma il cui risultato è un’opera godibile, consigliato quindi a chi è alla ricerca di una lettura leggera e piacevole.

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