ATTENZIONE

Il seguente articolo contiene un’elevata dose di “Critiche” e “Opinioni personali”, atte ad esporre il personalissimo parere dell’autore sull’argomento trattato, e magari a strappare anche qualche risata. Se pensate dunque che tutto ciò possa provocare in voi la “Sindrome dei Sentimenti Offesi”, o peggio ancora quella del “Paladino della Giustizia non richiesto”, vi invito a non continuare la lettura.

N.B Essendo opinioni personali, l’autore dell’articolo è aperto ad ogni genere di discussione al riguardo, perché non c’è cosa più bella del dialogo e dello scambio di opinioni! Se tuttavia non avete letto l’articolo con sufficiente attenzione per capire che è solo un parere, e vi riteniate dunque offesi da tutto ciò, beh… mi dispiace di aver ferito i vostri cuoricini fatti di parmigiano in cui scorre latte e cacao, ma questa è la Critical Room.


Your Name era uno di quei film con delle premesse e delle aspettative talmente grandi, che la gente ti sparava il “bellissimo” ancor prima di averlo visto, perché si, perché dire che è profondo e coinvolgente fa di te una persona colta, intellettuale, nonché esperta di animazione, ma soprattutto perché mettendo la classica storiella d’amore “strappalacrime”, rendi tutto un capolavoro, non importa se il resto fa schifo, se c’è di mezzo l’ammmore, allora tutto è bello.

Devo essere sincero, prima di vedere il film, ero partito con l’idea che sarebbe stato una delle solite cagate sopravvalutate, “Sopravvalutato” si, “Cagata” pure, ma un paio di cose si salvano. Non starò qui a darvi l’introduzione della trama per 3 semplici motivi:

1) Si presuppone che il film l’abbiate già visto
2) C’è già una vera recensione del film nella sezione “Quest Movies”
3) Non c’ho voglia

Your Name
Pensate se ci fosse stato lui…

Partiamo subito con il primo grande difetto di Your Name, una cosa che ripeto praticamente in ogni articolo, e che ogni qualvolta mi fa cascare le palle: I personaggi. Io lo so che è chiedere troppo, chiedere un pizzico di originalità nei personaggi è davvero troppo, ma qui si esagera… vuoti, privi di personalità, insignificanti oltre ogni dire e senza nemmeno un briciolo di personalizzazione. Posso anche capire i personaggi di contorno, che di per se non sono nemmeno tanti, ma almeno i due protagonisti…

Abbiamo il classico studente perbene, bello, bravo con i capelli corti, e la classica tipina carina e timidina STOP, basta così, nessun carattere particolare, nessun tratto distintivo neanche a livello di design, nessuna passione, nessun approfondimento, nulla di nulla, i classici modelli preimpostati che tu hai visto in ogni anime medio. Ora, so che i personaggi devono essere rappresentati anche in modo realistico, infatti non sto chiedendo un carisma alla Jojo da parte loro, ma se tu vuoi fare una storia d’amore, e vuoi farmi affezionare, o quantomeno interessare un minimo ai due personaggi principali, non puoi farlo mettendomi due maledetti manichini! Usa un po’ di fantasia, personalizzali un pochino, ma anche delle piccolezze per contraddistinguerli un po’, va bene anche qualche piccola variazione del carattere, invece che il classico stereotipo visto e rivisto. Oppure a livello estetico, io non capisco perché questa legge del protagonista che deve, oltre ad essere obbligatoriamente uno studente, essere anche: Altezza media, capelli corti e viso sempre uguale, NO! Io mi rifiuto di accettarlo, voglio un protagonista alto 1.90 cm, barba da terrorista, capelli lunghi color arcobaleno e monosopracciglio… Ok, cretinate a parte il concetto è lo stesso, mi accontentavo anche di qualche piccolo tratto distintivo nel design, ma niente, questa è la legge, questa è la mediocrità e te la tieni.

Inoltre vi è un buon 45 minuti iniziali di film, che scorrono in maniera davvero lenta e noiosa, ma che servono ad introdurre i protagonisti… ma alla fine che introduci a fare se tanto devi presentare la solita merda mediocre? A sto punto scusa, se hai della mediocrità da sparare, fai prima a farlo subito e buonanotte.

Your Name
Ecco…

Per quanto riguarda il modo in cui si crea storia d’amore, devo ammettere che in se è davvero carina… Cosa? Non ve lo aspettavate? Invece sì, quando una cosa è effettivamente fatta bene lo dico, non sono mica il classico cagacazzi che si lamenta di tutto. Certo però che puoi fare la storia d’amore più bella del mondo, ma se come protagonisti ci metti una stampante e un ferro da stiro… si perde un po’ di emozione.

Di Your Name ho apprezzato anche la trama in se, con i 3 anni di differenza e tutto il resto, ad un certo punto stavo quasi per appassionarmi (Anche se con dei personaggi così vuoti e stereotipati, è alquanto difficile) quando si scopre che sono tutti morti. Poi però ho visto che mancavano ancora 40 minuti di film e che quindi avrebbero salvato tutti per fare un lieto fine… grazie lo stesso, sarà per la prossima volta. Tuttavia ancora adesso non posso che pormi alcune domande del tipo: Ma quando sti 2 erano l’uno nel corpo dell’altro, non si sono mai accorti di essere avanti/indietro di 3 anni? Volete davvero farmi credere che questi qua né a scuola, né con gli amici, né in nessun altro momento hanno mai visto la data? Passi per le prima volte in cui magari l’anno corrente era l’ultima cosa a cui facevano attenzione, ma con il passare del tempo non ci hanno mai fatto caso? Ma questi ragazzi l’hanno mai visto un calendario? E con quel cavolo di telefono manco di striscio hanno guardato l’anno? Ma soprattutto, quando il tizio parte per andare ad incontrare la tizia (Si, non ricordo più nemmeno i nomi, talmente sono insignificanti come personaggi), come fa se nemmeno sa dove si trova il villaggio? Come fai a partire se non sai dove andare? E i suoi amici più scemi di lui che gli vanno pure appresso! Per poi scoprire che il villaggio è stato distrutto, ma non poteva fare qualche ricerca prima? O ero disattento io, oppure boh…

Comunque, che dire infine su Your Name? Tolti magari i personaggi demmerda, alcune parti inutili, un paio di incongruenze, e degli intermezzi musicali che in quanto a squallore se la battono con Rovazzi… direi che si poteva fare di meglio, non è completamente da buttare, ma come al solito ci troviamo davanti all’ennesima opera sopravvalutata.

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