Uno scambio di corpi ma anche molto altro: Your Name

In questo lungometraggio Makoto Shinkai delinea l’archetipo delle sue opere ma se ne discosta.

La Storia

Il lungometraggio di Your Name si può dividere in tre parti: la prima è comica, sul misterioso scambio di corpi tra il ragazzo Taki e la ragazza Mitsuha e la vita che essi devono imparare a condividere, la seconda è la scoperta che porta alla tragedia la storia e la terza una risoluzione con quello che si può definire quasi un seguito.

Taki, un ragazzo di Tokyo, e Mitsuha che vive in una piccola città rurale, scoprono non di sognare strane vite ma di scambiarsi davvero il corpo, mentre dormono, e di dover collaborare creando delle regole per arginare il fenomeno con molti siparietti comici.

Finché Mitsuha non nomina una cometa che dovrebbe vedere una sera, da quel momento si interrompe lo scambio e qualsiasi comunicazione tra i due. Cosi Taki cerca il paesino di Mitsuha e scopre una terribile verità: la cometa ha distrutto il paesino e ucciso tutti gli abitanti ma questo è accaduto pochi anni prima rispetto alla linea temporale di Taki.

Qui la magia, le tradizioni orientali, basate su una tela di interconessioni si sprecano e grazie a queste i due si rincontrano e cercano di salvare il paese. Il confine tra sogno e ricordo sono molto labili e questo dubbio si ritrova nel ‘chiedere’ il nome per non dimenticare il nome all’amato, Your Name.

Giudizio

Conoscendo le altre opere di Shinkai (“Il giardino delle parole”, “5 centimetri al secondo”) questa opera è tra le più complesse come trama. Il finale è diciamo allungato ma più positivo rispetto ai suoi altri lungometraggi. Le altre opere parlano si d’amore, ma con finali tragici o comunque non positivi.

Il disegno impeccabile, la trama, l’idea delle tradizioni di una parte del Giappone e nel mio caso, la colonna sonora,  mi hanno fatto gustare appieno quest’opera nelle sue sfaccettature. Oltre a ridere e piangere proverete una cosa ancora più bella: la speranza.

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