Introduzione

Zodd. Alba di Sangue” è un romanzo di genere dark fantasy uscito il 1° gennaio del 2018. Nonostante sia quindi passato oramai un anno dalla sua pubblicazione metto lo stesso in guardia gli eventuali lettori di questa recensione, in specie coloro che non hanno ancora letto il romanzo, ma che ne posseggano l’intenzione: in essa potrebbero esserci eventuali anticipazioni sulla trama perciò leggete a vostro rischio e pericolo.

Autore

Gabriele Campagnano ha studiato Giurisprudenza all’università, ma fin da piccolo si è appassionato alla Storia. Questa sua passione lo ha portato a fondare nel 2009 “Zhistorica”, un sito di approfondimento storico. Da allora si è dedicato non solo a scrivere articoli, ma anche a pubblicare saggi di argomento storico. “Zodd. Alba di Sangue” è la sua prima opera narrativa e per giunta a tema fantastico.

Trama

<<È parte di me, mi ha salvato un centinaio di volte. Dovrei accenderle una candela davanti tutte le sere, come si fa nelle edicole degli eroi.>> (Zodd parlando di addhur, la sua spada)

La storia si svolge nel mondo di Onnar. L’impero Imadiano si è espanso a discapito dei suoi vicini e grazie alla disciplina dei suoi eserciti. Tuttavia, la più grave minaccia all’Impero non viene da fuori, ma da dentro. Dopo un editto dell’imperatore Dustennio, l’Impero sta avendo dei problemi con una minoranza religiosa molto agguerrita: i seguaci di Murion. Proprio a causa di questa setta si sono persi i contatti con la città di Aratan, esterna all’Impero. Le autorità imperiali decidono di inviare un contingente per investigare sull’accaduto: l’ufficiale Zodd ne assume il comando. Quest’ultimo è un marcantonio brutale ed efficiente nell’uccidere che milita nei Corazzati, un reparto scelto dell’esercito dell’Impero Imadiano.

Tuttavia, ad Aratan è sceso l’inferno: migliaia di creature spaventose ed estranee al mondo di Onnar hanno invaso la città massacrando tutti gli abitanti. Anche il contingente di Zodd subisce la stessa sorte. Solo lui e alcuni compagni si salvano dalla carneficina. Zodd è rimasto gravemente ferito ed è da questo momento che in lui avvengono strani cambiamenti che sconvolgeranno la sua vita.

Struttura narrativa e personaggi

<<Ti prego. Perché lo aggiungono sempre? È mai servito a salvare la vita di una persona? Due parole sopravvalutate.>> (Zodd)

Gli eventi del romanzo sono raccontati con l’usuale terza persona, ma la struttura narrativa è uguale a quella adoperata da George R. R. Martin nel suo “Cronache del ghiaccio e del fuoco”. Si tratta in sostanza di focalizzare la narrazione su alcuni personaggi del romanzo, mostrando gli eventi che ruotano attorno a loro, per poi cambiare personaggio in un capitolo successivo. La grande differenza con l’opera di Martin risiede nel numero di personaggi: in ogni volume della saga di quest’ultimo potevano esserci decine di personaggi dal cui punto di vista potevano essere narrati gli eventi.

Nell’opera di Campagnano i personaggi sono solo quattro. Dei sessantotto capitoli che compongono “Zodd. Alba di Sangue”, poco più della metà, trentasei, sono dedicati al protagonista Zodd. Soltanto tredici sono dedicati a Costantino, Gran Maestro della Legione, una frangia estrema e bene organizzata del culto di Murion. Altrettanti sono quelli dedicati a Lucio, commilitone di Zodd e anche lui superstite alla carneficina di Aratan. Sei invece sono quelli in cui il punto di vista si focalizza su Rylock, comandante della compagnia mercenaria “Rosa Nera”. Quest’ultimi tre sono legati in qualche modo a Zodd.

Lo stile di scrittura è invece veloce, spezzato, senza fronzoli, ricco di similitudini efficaci per descrivere le scene di violenza e combattimento.

Va detto che la storia non è “completa”. Il finale del romanzo lascia in sospeso la sorte dei vari personaggi, così come l’invasione degli “infernali”. Inoltre, i capitoli narrativi dedicati a Rylock possono essere tranquillamente eleminati o saltati dalla lettura senza che la trama del romanzo venga compromessa. Tutto questo fa pensare che molto probabilmente vi sarà la continua della storia di Zodd e che questo romanzo sia solo il primo di una saga.

Sangue e violenza

<<Che la violenza sia inutile è una vera idiozia. Un assunto creato da chi vuol far prevalere un mero atteggiamento personale, il proprio pensiero, sulla verità storica.>> (Costantino parlando con un novizio)

La caratteristica precipua del romanzo è la violenza. Quest’ultima verrà mostrata in tutte le sue forme, fisica, verbale e sessuale. Si va ben oltre le semplici decapitazioni, amputazioni o gli stupri. Scene di cannibalismo e necrofilia diverranno presto consuete nel corso della trama. Senza contare le scene in cui uomini e demoni vengo sbudellati e sviscerati. A rendere queste scene così crude e impressionanti saranno le dettagliate e colorite descrizioni. Si direbbe quasi che Campagnano ci prenda un macabro gusto a descrivere nei dettagli certe scene.

Va detto che tale livello di violenza è in linea sia con l’ambientazione che con il protagonista. Senza contare che è un elemento cruciale della narrazione dato che è l’inevitabile conseguenza di perdita di umanità da parte degli uomini e del loro desiderio di rigettare Murion e assaporare una vita eterna promessa da demoni e altre aberrazioni simili pagandone il prezzo. Chi scrive, sebbene abbia letto e visto parecchio nel corso della sua vita, non ha potuto fare a meno di sentirsi a disagio nel leggere certe descrizioni. Certe volte il livello di violenza ha raggiunto livelli così alti da perdere ogni effetto di disgusto e tensione, per arrivare a quello dell’incredulità, anticamera spesso del ridicolo. Ma per fortuna accade di rado.

Influenze e citazioni

<<Fottuti gli Dei… Sei un mostro schifoso!>> (Zodd osservando il suo primo “infernale”)

Zodd. Alba di Sangue” è ricco di citazioni e riferimenti più o meno velati. Sicuramente l’influenza del manga di Kentaro Miura, “Berserk”, è quella più forte o comunque quella più facilmente percepibile. Lo stesso nome del protagonista del romanzo fa riferimento ad uno dei personaggi del manga: Nosferatu Zodd. Va detto per inciso che lo Zodd di Campagnano raggiunge vette di brutalità e inumanità ben peggiori di quello di Miura. La stessa scena del massacro di Aratan, in cui i soldati imadiani vengono divorati dagli “infernali”, ricorda quella dell’Eclisse in cui la Squadra dei Falchi viene divorata dagli Apostoli.

Resta difficile capire invece eventuali altre influenze sia per l’ignoranza di chi scrive sia per gli esigui e vacui elementi messi a disposizione dall’autore. Cosa ha ispirato gli “infernali” di Campagnano e in generale le atmosfere di sangue e follia che permeano tutta la storia? Il “Devilman” del mangaka Go Nagai con i suoi umani che perdono ogni briciolo di umanità trasformandosi in demoni? Gli scritti di Howard P. Lovecraft ove compaiono creature di altri mondi che non obbediscono ad alcuna legge della fisica e della biologia? Forse entrambi. Anche vari esponenti del dark fantasy hanno influenzato l’autore.

L’autore del romanzo non pesca solo dal fantastico per la sua opera, ma anche dalla storia. Essendone appassionato fin da bambino, non poteva essere altrimenti. L’Impero Imadiano ricorda molto l’Impero Romano e non solo per l’organizzazione dell’esercito, ma anche per i nomi dei suoi abitanti, sfacciatamente latini. La passione per la storia militare si rileva anche nella terminologia usata, nelle citazioni e descrizioni di armi e armamenti e in piccole altre cose.

Durante un colloquio fra Rylock e i suoi ufficiali, uno di loro cita una vecchia storia di guerra. Una città assediata per resistere ulteriormente espulse le “bocche inutili da sfamare” ossia donne, vecchi e bambini. Ma l’esercito assediante rifiutò di accoglierli o di aiutarli e così, stretti fra due muri, quei poveretti morirono di fame. Questa storia è una lampante citazione ad un analogo episodio avvenuto durante l’assedio di Alesia nel 52 a.C., ultimo atto della rivolta di Vercingetorige contro Cesare.

Giudizio finale

Non riusciva a capire, non più ormai, come gli abitanti di ogni maledetta città dell’Ibunod se ne fregassero completamente del necessario quando veniva dato loro il superfluo. (Tratto da un capitolo su Rylock)

La prima fatica narrativa di Gabriele Campagnano ha superato la prova. Il suo “Zodd. Alba di Sangue” è un ottimo esempio di dark fantasy. Sconsigliato a chiunque sia sensibile a scene con sangue e budella, consigliato a chiunque voglia leggere qualcosa di brutale che si distacchi dal solito fantasy. Sebbene sia “incompleto” per i motivi sopradetti, la trama è partita bene e si può solo sperare che eventuali seguiti completino la storia di Zodd. Parlando zoddianamente, c’è ancora tanto da fottere e ammazzare.

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