Viviamo in un periodo di grandi tensioni sociali, dal razzismo all’omofobia, dalla paura del “diverso” alla sfiducia del futuro. Qualsiasi sia la nostra età, cerchiamo qualcosa con cui evadere dalla realtà: un libro, un fumetto, un videogioco, un film. Ciascuno di questi elementi, purtroppo, giunge prima o dopo ad un termine. Un fumetto, finisce, come un film o un videogioco. Esistono, però, prodotti che anche giunti al loro termine riverberano i loro messaggi. È questo il caso di: Zootropolis.

 

 

Zootropolis, film del 2016, per la regia di Byron Howard e Rich Moore, è la storia di Judy Hopps, una coniglietta ambiziosa e sognatrice che farà tutto il necessario per diventare il primo agente di polizia coniglio della citta di Zootropolis. Il mondo in cui si ambienta questo film è una distopia, in cui gli animali sono gli unici abitanti del pianeta. Zootropolis è una delle città più all’avanguardia del pianeta, un’utopia, dove prede e predatori vivono in armonia e sono liberi di realizzare tutti i loro sogni. Solo nell’antichità prede e predatori sottostavano al loro istinto naturale, migliaia di anni fa. Ad un primo sguardo, questa città, è quello che noi spettatori vorremmo dalla vita reale: opportunità, realizzazione dei propri desideri, armonia, nessuna forma di denigrazione, accettazione. Fin da subito, però, veniamo condotti in un una realtà contadina composta unicamente da conigli, nella quale vive Judy, arretrata e poco affine al dar fiducia ai predatori ma ben incline all’avere paura del “diverso”. Elementi riconducibili alle realtà odierne in cui noi viviamo: un paura irrazionale, dettata dal pregiudizio e dalla generalizzazione. Judy non crede nella paura e nel pregiudizio, anche quando un predatore (una volpe) la aggredisce durante una fiera della comunità all’età di 9 anni. Secondo Judy, a nove anni è normale commettere stupidaggini, anche un coniglio potrebbe commettere le stesse. La Coniglietta non abbandona il suo desiderio, e riesce anni dopo a diventare un poliziotto di Zootropolis e a trasferirsi in città.

 

Judy arriva a Zootropolis.

Qui, ben presto, si accorge che non tutto ciò che luccica è oro: nei suoi primi giorni di lavoro si ritrova a lavorare come ausiliario del traffico, in quanto coniglio e dunque privo di abilità particolari, e nota che le volpi sono particolarmente discriminate all’interno del contesto cittadino, tanto da non permettere loro acquisti nei negozi. E’ così che incontra Nick Wilde, che diventerà co-protagonista. Nick è un volpe risoluta e truffatrice che gestisce un contrabbando di ghiaccioli. L’ignara Judy lo aiuta ad acquistare un maxi-ghiacciolo per elefanti, in una gelateria gestita da quest’ultimi, poco inclini alla vendita a volpi. Nick, approfitta della gentilezza della Coniglietta. Judy, in un secondo momento della giornata, riconosce la Volpe intenta a riciclare il maxi-gelato, facendolo sciogliere, e creando tanti piccoli ghiaccioli da vendere ad animali di più piccola taglia. Arrabbiata, la coniglietta parla con Nick che le spiega di essere un truffatore che vive di quell’attività, ma che è giuridicamente inattaccabile.

 

Nick si dichiara giuridicamente inattaccabile.

Delusa, Judy, alla stazione di polizia riesce a farsi assegnare dal comandante un caso: la scomparsa di un predatore, una donnola. A Judy vengono date 48 ore per risolvere il caso, senza alcun indizio se non una foto dell’animale scomparso intenta a mangiare un ghiacciolo, che riconduce immediatamente a Nick. Decide di cercarlo, e una volta trovato, riesce ad ottenere nuovamente una sua confessione, questa volta registrandola, e ad avere così il suo aiuto per trovare la donnola. I due riusciranno a raccogliere molti indizi: una limousine su cui sarebbe salita la donnola piena di graffi, rintracciano l’autista (un puma) della stessa auto ferito dall’animale scomparso che a sua volta aggredisce Nick e Judy dopo essere regredito a stato di “predatore selvatico” e dopo avergli rivelato che la donnola prima di impazzire ha nominato gli “ululatori notturni” non specificandone il significato. Il puma viene rapito da due lupi. Judy e Nick riescono a trovare il luogo dove viene portato il puma, seguendo le tracce dei lupi, gli “ululatori notturni” secondo la Coniglietta. Entrati di nascosto nell’edificio si ritrovano in una prigione, in cui sono rinchiusi altri 15 predatori “regrediti”, tra qui la donnola. Scoprono che a tenerli rinchiusi nelle celle e il sindaco di Zootropolis, Lionheart, amato e apprezzato da tutti. I protagonisti, riescono a fuggire dall’edificio, denunciano quanto visto e il sindaco viene arrestato e sostituito nella carica dalla sua assistente pecora, Dawn Bellwether.

 

Dawn Bellwether.

A Judy viene richiesto un comunicato stampa, per chiarire quanto scoperto durante le sue indagini. Prima di parteciparvi, convince Nick a compilare un modulo per diventare un poliziotto. Nella conferenza, la Coniglietta, afferma senza alcun tipo di pregiudizio che questa “regressione” può capitare solo ai predatori per fattori biologici. Viene fraintesa, e i città dilaga il panico. Nonostante la sua visione paritaria tra razze diverse, Judy in un momento di estrema tensione dimostra di avere paura di Nick. La Volpe, delusa, rifiuta la richiesta di entrare i polizia e se ne va. Nel frattempo a Zootropolis, i predatori vengono allontanati dagli incarichi pubblici e dai lavori a contatto con altri animali e subiscono pesanti discriminazioni. Judy, sentendosi in colpa per aver distrutto una città, torna nella sua casa di campagna con i suoi genitori. Qui rincontra, la volpe che l’aveva aggredita all’età di nove anni che si rivela essere diventata matura, gentile e affabile. I due chiaccherano e la volpe la informa dicendole che in campagna si usano dei fiori azzurri per scacciare gli insetti e delimitare le proprietà, chiamati “ululatori notturni”: il succo dei fiori ha, però, la capacità di rendere aggressivi gli animali, di qualsiasi specie. Judy torna a Zootropolis decisa a risolvere il caso, ma solo dopo essersi fatta perdonare da Nick. La Volpe e la Coniglietta riescono a rintracciare il commercio illegale di ululatori notturni che scoprono essere gestito dall’attuale sindaco della città, ex assistente del precedente sindaco, Dawn Bellwether. Riescono a rubare dei campioni, come prove dei crimini, ma vengono catturati dal sindaco in persona che afferma di voler dare potere alla prede a discapito di ogni predatore. Judy registra tutto, e Bellwether viene arrestata. Grazie a Judy, anche Nick entrerà a far parte della polizia riuscendo a sconfiggere i pregiudizi sulle volpi.

 

Judy e Nick.

Questo è un film che fa della sconfitta dei pregiudizi e del desiderio di rivalsa a discapito di altre culture la sua colonna portante, in un periodo odierno particolarmente affine al razzismo, alla xenofobia, al desiderio di superiorità nei confronti di altri essere umani. Ogni elemento di questo film è una trasposizione in chiave più semplicistica, ma di egual potenza, di quel che sta accedendo nel mondo. Nel nostro mondo, quello reale. La visione di questo film, e la successiva riflessione di quanto visto, è consigliata a tutti, adulti e bambini, al fine di stimolare e rendere più coscienti tutti quanti: dal razzismo e dalla denigrazione, non c’è mai nulla da guadagnarci, oltre alla sofferenza.

Le parole di Judy al termine del film, fatele vostre: <<Quando ero piccola pensavo che Zootropolis fosse un posto perfetto dove tutti vanno d’accordo e ognuno può essere ciò che vuole. Poi ho scoperto che la vita reale e un po’ più complessa di una frase d’effetto. La vita reale è complicata. Tutti abbiamo dei limiti e tutti commettiamo errori, il che significa: “Ehi il bicchiere è mezzo pieno, tutti abbiamo qualcosa in comune e più cerchiamo di capirci l’un l’altro, più speciale sarà ognuno di noi”. Dobbiamo tentare. Perciò non importa a quale specie apparteniate, dal più grande degli elefanti alla prima delle nostre volpi, io vi prego, provate. Provate a rendere il mondo un posto migliore. Guardatevi dentro per capire che il cambiamento parte da voi. Parte da me. Parte da tutti noi.>>

 

Zootropolis. Judy e Nick.
Art by: Fedepic (on Facebook).

-Michael Giargia

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